lunedì 22 settembre 2014

Marco Travaglio sul Jobs act

Marco Travaglio domenica 21 settembre ha scritto un bellissimo pezzo sul Fatto Quotidiano dove, con la sua splendida ironia, finge di essere Renzi e parla del Jobs act. L'articolo fa ridere ma è anche molto amaro perchè, pur scherzando, dice una profonda verità. Ogni giorno i diritti dei lavoratori vengono sempre più calpestati, invece di fare politiche per la ripresa e per creare occupazione, si pensa a rendere chi già lavora precario e si fanno leggi per facilitare i licenziamenti e togliere gli ammortizzatori sociali. 
Renzi si sta riprendendo indietro con interessi salati i gli 80 euro che sono serviti a comprare i voti alle europee.
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ZIOTOM@GOVERNO.IT - Marco Travaglio-Il Fatto Q.-21 settembre 2014

Cari fans, come ho detto nel videomessaggio di venerdì ai sindacati, noi non siamo interessati a uno scontro ideologico sul passato, perché non ci preoccupiamo della Thatcher, ma di Marta e di Giuseppe. L’articolo 18 garantisce lavoro a chi già ce l’ha e non a chi non ce l’ha, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. Per colmare questa diseguaglianza inaccettabile, noi potremmo fare qualcosa per garantire il lavoro anche a chi non ce l’ha, ma sarebbe banale. Perciò preferiamo battere la strada più originale e innovativa: garantire a chi ha un lavoro la certezza di perderlo quanto prima, anche senza giusta causa. Del resto, chi siamo noi per giudicare sulla giustezza di un licenziamento? Mica possiamo costringere un datore di lavoro a tenersi un lavoratore che gli sta sul hazzo. Se gli sta sul hazzo, come giusta causa mi pare sufficiente. Conosco molti imprenditori che assumerebbero un sacco di giovani, se sapessero di poterli licenziare ancor prima di assumerli. Io, per esempio, a mio padre stavo parecchio sul hazzo. Infatti, dopo una vita da co.co.co., mi assunse come dirigente un minuto prima che mi candidassi alla Provincia di Firenze: tanto si sapeva che sarei stato eletto, mi sarei levato dai hoglioni e i contributi li avrebbe pagati la Provincia, mica lui. Una forma di contratto a tutele crescenti ante litteram : appena cresci, entri in politica a carico dei contribuenti. Ecco, cari Marta e Giuseppe: prendete esempio da Tiziano e Matteo. La finalità sociale dell’impresa, checché ne dica la Costituzione che non a caso stiamo riformando in versione 2.0 per farne una Selfi e constitution , praticamente una SmartCard, è questa: assumere e subito licenziare più lavoratori possibili. A fine anno, chi ne avrà assunti e licenziati di più vincerà una cena con la Boschi. Il secondo classificato, con la Picierno. Il terzo, con la Pinotti. L’ultimo con Orfini, così impara.

Basta con le vecchie dispute ideologiche, i totem e i tabù. E non mi riferisco solo all’articolo 18. Ma anche al mito dello stipendio: chi l’ha detto che chi lavora debba essere pagato? È una bella pretesa! Ma come, io mi sacrifico per darti un lavoro e tu, esoso, dopo un mese vieni subito a battere cassa? Bella riconoscenza. Non avete idea di quanti giovani assumerebbero le aziende senza il fastidio di stipendiarli. Perciò, dopo il Jobs Act, stiamo approntando lo Spartacus Act per ripristinare il lavoro obbligatorio e gratuito. Ora qualche sindacalista gufo, ancorato agli schemi del passato, parlerà di schiavismo: noi preferiamo “servizio civile a costo zero”. Conosco imprenditori, tipo mio padre, che dovendo distribuire giornali per le strade davano un lavoro da strilloni a un sacco di precari ed extracomunitari più o meno clandestini, provenienti da paesi che hanno superato da tempo i miti del posto fisso, del contratto e dello stipendio. Non per nulla, in 30 anni ha avuto 10 società e un solo dipendente: io.

Cari sindacati, dov’eravate mentre noi sperimentavamo su strada (fra Santa Maria Novella e Palazzo Vecchio) questa nuova forma di flessibilità? Chi intendesse delegittimarla con formule obsolete, tipo “lavoro nero”, si rassegni: dopo il Jobs Act e lo Spartacus Act, il governo ha pronto il superemendamento KuntaKinte, come sempre aperto ai vostri suggerimenti: scriveteci a ziotom@governo.it . Dopodiché – come ci chiede l’Europa, che non deve darci ordini perché noi li anticipiamo – passeremo a sfatare il più ideologico e pernicioso dei tabù che frenano la crescita e bloccano la ripresa: la pensione. No, non sarà la solita riforma per ritoccare questo o quel dettaglio, ma una scelta molto più radicale: l’azzeramento. Se già quella di essere pagati quando si lavora è una pretesa che non possiamo più permetterci, figurarsi quella di essere pagati quando si smette di lavorare. Troppo comodo. Con Farinetti e il prof. Ichino, stiamo elaborando un decreto altamente innovativo ispirato al modello esquimese: il matusa, una sera, saluta parenti e amici e va a suicidarsi. Via, una bocca da sfamare in meno. Non sarà un obbligo, ma un esodo volontario incentivato: chi si toglie di mezzo godrà di robusti sgravi fiscali. Ora può partire la slide dell’Igloo Act.

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Lettera a Renzi sul lavoro



Caro Matteo Renzi, la riforma del lavoro, nominata “Jobs act”, che lei hai in mente non aiuterà a creare posti di lavoro, ma anzi produrrà ulteriore disoccupazione. Non si risolve il problema della disoccupazione giovanile (e non solo) rendendo precario anche chi lavora, quando non vi sono politiche per creare occupazione. 

Eliminare l’art.18 che tutela i lavoratori da licenziamenti immotivati, creerà solo ulteriori allontanamenti. Inoltre la previsione di togliere la cassa integrazione in deroga, che tutela i settori non coperti da quella ordinaria, e ridurre quella ordinaria, che sta aiutando tante piccole e medie imprese ad affrontare la crisi senza licenziare, può solo provocare ulteriore disoccupazione mettendo le aziende che non vorrebbero licenziare perché lavorano in maniera discontinua e non sono in situazioni economiche drammatiche, a non avere altra scelta. Inoltre non va dimenticato che la cassa integrazione ordinaria è alimentata dai contributi versati negli anni dalle stesse aziende che ne usufruiscono. 

Soprattutto quando tutto ciò è accompagnato da un ipotetico sussidio o reddito minimo garantito per chi perde il lavoro ben lontano da venire, visto che mancano le risorse economiche o, meglio, non si vogliono trovare perché non si vuole andare a cercarle dove ci sono.  Per creare occupazione va combattuta la corruzione, va semplificata la burocrazia, vanno ridotte le imposte sul lavoro sia per le aziende che per i lavoratori, va combattuta seriamente l’evasione fiscale, vanno incentivate le aziende a rimanere in Italia rendendole competitive e vanno disincentivate quelle che si trasferiscono all’estero togliendoli eventuali finanziamenti pubblici avuti negli anni. E, soprattutto, vanno fatti investimenti nei settori dove l’Italia può essere competitiva, come il turismo, l’immenso patrimonio artistico e culturale, il made in Italy amato in tutto il mondo, la grande produttività di aziende medio/piccole in tutti i settori. 

Tutto questo non c’è nei suoi progetti per creare occupazione, vi è solo l’intento di togliere i diritti del lavoro conquistati in anni di lotte e scioperi, di creare ulteriore insicurezza nelle persone, paura nel futuro che ovviamente creerà ulteriore calo dei consumi in un spirale senza fine. Forse caro Renzi, visto che lei è persona giovane e determinata, dovrebbe rivedere tutto ciò che ha in mente di fare e guardare quello che hanno fatto, nel bene o nel male, paesi che sono già passati attraverso questa profonda crisi e prendere esempio dalle scelte positive. Capisco che ci vuole molto coraggio e potrebbe avere molti potenti contro, ma avrebbe i cittadini che l’hanno votata alle europee (non va dimenticato che il suo non è comunque un governo scelto con regolari elezioni nazionali e che quindi non dovrebbe prendere decisioni che stravolgono la nostra Costituzione) dalla sua parte con un sostegno che ora sta scemando.
(pubblicato in parte sul Fatto Quotidiano del 1 ottobre 2014)
(pubblicata in parte su Libero del 25 settembre 2014)

giovedì 18 settembre 2014

Ma perchè Napo non si ritira?

Leggendo l'articolo di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi 18 settembre, sorge spontanea una domanda: ma cosa fa Napo????


Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ogni giorno che passa, si muove in maniera sempre più incomprensibile, soprattutto per una democrazia. 
Nelle ultime settimane sta spronando il Parlamento a votare velocemente (si fa per dire…) chi mandare alla Consulta ed al Csm, senza preoccuparsi minimamente di chi sono i candidati, quelli per altro voluti da lui e non degni di prendere quel delicato posto, visto i procedimenti giudiziari in corso che li riguardano. 

Questo Capo dello Stato, oltre a comportarsi come un monarca, non ha la forza e la volontà di opporsi ai partiti, di smettere di appoggiare decisioni politiche vergognose per il paese e persone che dovrebbero stare fuori dal Parlamento. 

Forse l’età troppo avanzata, la stanchezza e l’abitudine ad essere circondato da parecchi immeritevoli di fiducia, dovrebbero farlo decidere seriamente di ritirarsi, invece di annunciarlo a giorni alterni ma senza mai farlo veramente.




giovedì 11 settembre 2014

L'orsa Daniza è stata uccisa!!!

Si rimane basiti dalla morte dell'orsa Daniza! E' piuttosto deplorevole che una regione come il Trentino Alto Adige, che ha uno dei territori più montuosi d'Italia ed è pieno di parchi naturali, uccida un'orsa facendo semplicemente un'iniezione per addormentarla.

Viene da pensare che sia voluto da chi aveva interesse a farla sparire. Ma anche senza pensar male rimane la prova dell'ennesima ingiustizia italiana, pure con gli animali. A causa di una persona non preparata a queste emergenze che, per andare a funghi, si inoltra all'interno di un territorio dove gli orsi abitano, incontra un'orsa con i piccoli, la infastidisce costringendola a difendere, come farebbe qualunque madre, i suoi piccoli uscendone malconcio, viene deciso che l'orsa debba essere catturata e rinchiusa. Alla fine il risultato è che viene addirettura uccisa lasciando orfani i suoi cuccioli. Come sempre la stupidtà dell'uomo la fa da padrone.

 Ho firmato questa petizione, la stanno firmando in tanti, non servirà a nulla perchè la stupidità dell'uomo non ha limiti, però facciamoci sentire!!!
http://www.avaaz.org/it/petition/Procura_della_Repubblica_di_Trento_Corpo_Forestale_dello_Stato_Giustizia_per_Daniza/?sxUENeb

mercoledì 10 settembre 2014

Renzi mantenga efficenti le forze dell'ordine

L'ennesimo brutto fatto che coinvolge le forze dell'ordine con l'uccisione del diciassettenne Davide Bifolco è l'ennesima prova di quanta esasperazione ci sia nell'ambiente e quanto anche le forze dell'ordine siano sotto pressione.

Ovviamente il gesto è assolutamente da punire, pur se sicuramente involontario. I tutori dell'ordine non possono permettersi di sbagliare in maniera così grave senza pagarne le conseguenze, sono persone addestrate ad usare le armi e che dovrebbero sapere come cautelarsi da questi incidenti e, sopattutto, come cautelare il prossimo.

Ci sono forze dell'ordine che fanno questo lavoro e, forti della divisa che indossano, usano violenza fisica e, molto spesso, verbale per mettere in difficoltà le persone che fermano, lo si vede spesso anche quando di è fermati per un normale controllo in auto. E alla guida si fanno forti della divisa che indossano per fare manovre pericolose per strada senza lampeggianti o sirena.


Ma rimane comunque il fatto che chi fa questa lavoro rischia sempre tanto con uno stipendio ridicolo e sentendosi pure preso in giro perchè le persone che arrestano vengono quasi sempre liberate immediatamente rendendo inutile il loro lavoro. Renzi, invece di fare ulteriori tagli anche in questo settore, dovrebbe tutelare la sicurezza di tutti prendendo le giuste misure per mantenere il servizio pubblico di sorveglianza in piena efficenza.

(Pubblicato tagliato (male) nel Fatto del 11 settembre 2014)

lunedì 8 settembre 2014

Le promesse di Matteo Renzi

Leggendo la paziente raccolta di annunci,  promesse e "minacce" fatta da Marco Travaglio sul Fatto Quotdiano in questi giorni ci si rende conto di quante parole sono state buttate al vento in questi mesi di governo Renzi. Le promesse che sono state fatte in campagna elettorale sono state disattese (come succede più o meno sempre); è stata mantenuta, con variazioni annunciate e smentite,  solo quella che è servita a fargli dare un consenso forte alle elezioni europee.

I giornali si sono divertiti a titolare con enfasi gli annunci di Matteo Renzi, a pendere dalle sue labbra ad ogni conferenza stampa, a  prendere per oro colato ogni suo tweet . Già il fatto che un Presidente del Consiglio faccia annunci che riguardano il futuro del paese su un social network, per giunta con frasi limitate a 140 caratteri, è quantomeno ridicolo e ne denota la poca serietà ed attendibilità.

Purtroppo anche questo governo si sta dimostrando incapace e frenato dai soliti interessi politici (e non solo) a gestire la profonda crisi in cui versa il paese, incapace di prendere decisioni utili per la ripresa economica ed il lavoro, incapace di gestire qualsiasi problema o emergenza, a partire dai flussi migratori per arrivare al disastro idrogeologico. Ogni decisione importante viene rimandata e si sceglie di occuparsi solo di ciò che interessa per arrocarsi ancora di più nel proprio potere decisionale.
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giovedì 7 agosto 2014

Un paese in mano ai disonesti



A Bologna un signore di 73 torna da 15 giorni di ferie e trova la casa occupata da stranieri. Oltre a dover chiamare la polizia per rientrarne in possesso non trova più le sue cose, tutto buttato, persino i mobili. Un condominio vuoto viene interamente occupato da stranieri ed il comune di Bologna gli dà luce, acqua e persino la residenza. Un gruppo di anarchici (un modo elegante di chiamare chi fa ciò che vuole impunito) occupa un negozio e si mobilitano polizia, Digos e carabinieri per metterli fuori. 

Ormai in questo paese chi è onesto e rispetta le regole viene sempre umiliato, disturbato e truffato da chi non le rispetta, spesso con la complicità delle istituzioni. Un paese allo sbando, in mano a chi non si fa scrupoli di nessun tipo per impossessarsi di cose altrui perché sa che il suo gesto non avrà conseguenze, resterà impunito e libero di truffare ancora. Un paese dove non ci si sente più al sicuro, dove non vi è più nessuna garanzia che non sia quello dei politici di rimanere nella loro poltrona, dove ci si deve preparare a subire ingiustizie ed abusi di ogni tipo. Un paese ottimo per persone disoneste.