giovedì 13 febbraio 2014

Marco Travaglio ha vinto altre due cause

E' notizia (poco divulgata) che Marco Travaglio ha vinto altre due cause civili.
La cosa non mi stupisce, anzi ne ero sicura. La sua professionalità, serietà e preparazione nello scrivere e parlare non va mai messa in dubbio.
Ne sono felice, lo merita per tutti gli attacchi al quale è soggetto troppo spesso. Ovviamente la notizia non viene data da nessuna parte tranne che nel suo blog sul sito del Fatto Quotidiano.
------------------------------------------ 
Il tempo (almeno lui) è galantuomo di Marco Travaglio
(ilfattoquotidiano.it)
Cari amici,
negli ultimi due giorni ho vinto due cause civili. Nella prima l’ex deputato di Forza Italia Giuseppe Fallica è stato condannato a restituire a Peter Gomez e al sottoscritto 35 mila euro per una vecchia causa del 2001 che avevamo perduto, e con ragione, nei suoi confronti per un errore di omonimia contenuto nel libro “La Repubblica delle banane”. In primo grado il risarcimento che ci fu inflitto fu esorbitante: circa 50mila euro, che dovemmo pagare sull’unghia. In appello la Corte lo ridusse entro limiti più umani (15 mila euro) e dunque Fallica avrebbe dovuto restituirci la differenza. Cosa che incredibilmente non fece mai, per anni e anni. Abbiamo dovuto intentargli una causa apposta per fargli restituire il maltolto. Ora finalmente dovrà farlo.
L’altro processo  si riferisce alla denuncia a suo tempo sporta contro di me e contro l’allora direttore dell’Unità Antonio Padellaro da Susanna Petruni: l’ex inviata e poi conduttrice del Tg1 sosteneva di essere stata diffamata da un mio articolo dedicato alle sue censure (per esempio, a proposito del celebre discorso di B. contro il “kapò” Schulz) e alla sua folgorante carriera nel primo tg della Rai allora diretto da Clemente J. Mimun. In primo grado fui condannato a risarcirle i danni, ora la Corte d’appello mi ha assolto perché avevo detto la verità. Ringrazio gli avvocati Virginia Ripa di Meana e Fabio Pili per aver dimostrato le mie buone ragioni.
Ho deciso di rendere note queste sentenze perché quelle dei gradi precedenti a me sfavorevoli avevano avuto grande risonanza mediatica, mentre qualcosa mi dice che questa volta la scena non si ripeterà.

mercoledì 12 febbraio 2014

Il paese sempre in ritardo



In questo paese si fanno sempre le scoperte in ritardo. Ora si scopre una cosa piuttosto scontata: che Napolitano si era già accordato con Monti per farlo diventare Presidente del Consiglio ben prima che Berlusconi si “dimettesse”. 
 Peccato che nel frattempo Monti abbia fatto un bel po’ di danni a cui ovviamente nessuno pensa di rimediare. 

Ora Prodi, vissuto un po’ troppo in Africa evidentemente negli ultimi anni, scopre che entrare nell’euro non è stata poi questa grande risorsa. 

Cosa che gran parte dei cittadini hanno già capito da tempo. Peccato che sia stato proprio lui che, gonfiando pure i nostri conti e facendoci pagare la “tassa per l’Europa” (restituita poi solo in parte) ci ha fatto entrare nella moneta unica. Ma cercare di vedere le cose in tempo utile per porvi rimedio è impossibile? Spero non si arriverà a scoprire, tra qualche anno, che  i governi B. sono stati i migliori per il paese!!

(pubblicato in parte sul Fatto Quotidiano del 13 febbraio 2014)

lunedì 10 febbraio 2014

Travaglio presenta il libro "Viva il Re!" a Bologna



Venerdì 7 febbraio Marco Travaglio ha presentato il suo ultimo libro “Viva il Re!” (ed.Chiarelettere) alla libreria Ibs di Bologna. Con lui erano presenti Francesca Fagnani (inviata di Servizio Pubblico) ed Elisabetta Gualmini (Professore ordinario di Scienza Politica a Bologna).

Come sempre, quando si tratta del bravo giornalista e scrittore, l’incontro è stato molto interessante.
Travaglio ha ricordato, con la sua splendida ironia, le prese di posizione, soprattutto politiche,  che il Capo dello Stato ha preso e continua a prendere e che esulano completamente dal suo ruolo in un paese democratico. Il suo comportamento è quello di un monarca che vuole comandare sul Parlamento e scegliere chi deve governare, facendo continua campagna elettorale a favore di chi è nelle sue grazie e contro chi non ha la sua approvazione.

 Una persona che è in politica dal 1953, che da Capo dello Stato ha firmato le leggi più vergognose volute da Berlusconi senza battere ciglio e si è fatto rieleggere, cosa mai successa prima.
E, aggiungo io, probabilmente ha molto da nascondere sulla trattativa Stato-mafia visto che, chiamato a testimoniare, cerca di non andare e ha fatto distruggere le intercettazioni con Mancino senza volerne dire il contenuto, pur se non penalmente rilevante.

Nell’incontro Francesca Fagnani si è limitata a fare qualche domanda, invece Elisabetta Gualmini ha fatto alcune considerazioni in disaccordo con Marco. Ad esempio lei vorrebbe abolire il Senato interamente, Marco, giustamente, lo vorrebbe dimezzare perché, visto la classe dirigente indecente che ci ritroviamo, meglio che a decidere del nostro futuro siano due Camere invece che una.

Inoltre la Gualmini diceva che il M5S non è adatto a condurre un paese in quanto sono ragazzi impreparati alla vita politica. Personalmente questo non lo ritengo un difetto ma un pregio, visto dove ci ha portato la classe politica avuta negli anni e di quali elementi è piena. Meglio quindi che questi ragazzi, se pur devono imparare molto (soprattutto nel modo di comunicare), non imparino nulla dalla politica attuale.

La serata si è conclusa con la firma dei tanti libri venduti e le foto di rito.
Mi ha colpito, e lo voglio raccontare, il comportamento meraviglioso di Marco con due persone in sedia a rotelle: una signora che ha denunciato un abuso di potere di un assessore che ha stretto la mano a Travaglio e lui le ha regalato uno dei suoi splendidi sorrisi ed una carezza, l’altro è un ragazzo che ha fatto una foto con lui (sempre disponibilissimo nonostante dovesse scappare per un impegno) che poi l’ho incontrato fuori che stringeva il libro firmato da Marco al petto.

In generale consiglio questo libro, che sto finendo di leggere, per aprire gli occhi su un personaggio ancora troppo stimato (se pur in calo) per i comportamenti contrari alla sua posizione che dovrebbe essere neutrale politicamente e che dovrebbe garantire il bene del paese, non quello dei politici.
Il libro è utile pure per ripercorrere tanti fatti che troppo facilmente dimentichiamo.


domenica 9 febbraio 2014

Il Fatto Quotidiano: arriviamo a 20000 abbonati

OGGI IL FATTO QUOTIDIANO LANCIA UN APPELLO" (che riporto sotto) PER ARRIVARE A 20000 ABBONATI OLTRE AI LETTORI IN EDICOLA. Io qui ho 2000 amici, nel mio gruppo dedicato a Marco Travaglio siamo quasi arrivati a 11000 persone, ci sarà qualcuno che come me abbia voglia di informazione seria, non di parte, documentata e non finanziata con soldi pubblici? Sia chiaro, chi mi conosce sa che io NON ricevo nè soldi nè altro per dire questo (anzi, a volte mi ignorano pure quando gli scrivo, certi loro giornalisti non considerano per nulla i lettori), ma credo che nel panorama editoriale italiano sia importante e necessario un giornale come Il Fatto e per questo lo leggo ogni giorno e lo sostengo come posso.


IL PREZZO DELLA LIBERTÀ 20MILA ABBONAMENTI
di Padellaro, Travaglio e Gomez
Domenica scorsa, citando la bella inchiesta di Davide Vecchi sui finanziatori conosciuti e sconosciuti di Matteo Renzi, Eugenio Scalfari ha scritto su Repubblica (riassumiamo) che il Fatto Quotidiano vuole screditare il leader del Pd dopo essergli stato favorevole “in odio al partito da lui guidato”. Poi il Fondatore, dopo aver confessato che il “voltafaccia” del Fatto gli ha reso improvvisamente “simpatico” il sindaco di Firenze, conclude che i nemici di questo giornale sono da sempre Napolitano, Letta e il Pd perché la nostra linea è: “viva Grillo e abbasso chi gli si oppone”.
Purtroppo per Scalfari (sempre piuttosto sfortunato nelle citazioni) quella stessa mattina il Fatto pubblicava in prima pagina un editoriale dal titolo “Disgustoso e demenziale” dedicato agli insulti contro la presidente della Camera Boldrini ospitati sul blog di Grillo. Ma non è questo il punto. Scalfari, come tutti i giornalisti integrati nel sistema di potere politico-finanziario, attribuisce a noi il metodo che gli è familiare: quello cioè di organizzare il giornale sulla base dello schema amici (da appoggiare)- nemici (da colpire), con la possibilità che i nemici possano diventare amici (e viceversa) sulla base delle convenienze editoriali (o di altra natura) del momento. Il Fatto funziona in un altro modo. Da noi non ci sono amici e nemici su cui modellare opinioni e organizzare campagne di stampa. Da noi esistono prima di tutto le notizie e il resto viene di conseguenza. Quando Renzi, per fare un esempio, ha detto: aboliamo il finanziamento pubblico dei partiti, lo abbiamo apprezzato. Se però la sua nobile intenzione resta lettera morta, dobbiamo per forza criticarlo, ricordandogli che senza tante chiacchiere il M5S ha rinunciato a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali con un semplice tratto di penna. Del resto non abbiamo mai fatto sconti ai grillini ogni volta che lo meritavano, prendendoci la nostra brava dose di insulti (“Falsi amici”). Per limitarci all’ultimo anno, i fatti del Fatto ci hanno fatto scoprire lo scandalo Montepaschi, gli affari privati del ministro (ora ex) De Girolamo, i sordidi affaristi che prosperano sulle macerie del terremoto aquilano, le dolci vacanze (a spese nostre) del governatore Chiodi. È stato il Fatto ad accendere i riflettori sulla trattativa tra Stato e mafia, a denunciare la forte anomalia delle telefonate di Mancino con Napolitano (di cui siamo i soli a segnalare i molti errori), a promuovere la grande manifestazione di Palermo a sostegno del pm Di Matteo condannato a morte, nel silenzio generale, da Riina.
La scorsa estate è stato il Fatto a raccogliere 450mila firme contro il tentativo (poi fallito) di stravolgere la Costituzione, orchestrato dai saggi quirinalizi tra gli applausi della cosiddetta grande stampa: cioè di quei giornaloni che solo oggi scoprono la pochezza del governo Letta, così come fecero con il sobrio Monti turibolato oltre ogni decenza, salvo poi ammettere con il suo “rigore” stava distruggendo anche i resti dell’economia italiana. Ma noi in quel coro non ci siamo mai stati, tirandoci addosso moniti e fulmini dagli alti colli. Non sono inutili vanterie, così come non è vittimismo ricordare che il prezzo della libertà può essere salato, soprattutto per una testata che non prende un euro di denaro pubblico e non può certo contare sugli introiti pubblicitari. Ci siamo fatti molti nemici e cresce ogni giorno il peso delle cause civili milionarie, anche se quasi sempre pretestuose. Ma i nostri amici sono molti, molti di più. Chi ci legge, chi ci sostiene, chi ci sta vicino. Oggi il Fatto è una grande comunità che ruota attorno al giornale che state sfogliando, al sito web ormai stabilmente al vertice dell’informazione digitale, ai social network che rilanciano le nostre notizie e opinioni. La libertà costa, ma neanche troppo. Oltre ai lettori che ogni giorno chiedono il Fatto in edicola, ci bastano 20mila abbonamenti. Siamo già a buon punto, ma occorre ancora uno sforzo. Facciamolo tutti insieme. Grazie.

mercoledì 5 febbraio 2014

Da oggi compensazione crediti Pa e debiti fiscali


Finalmente un piccolo passo avanti per aiutare le imprese che hanno contratto dei crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione. Infatti, da domani, diventa operativo il decreto sui debiti della pubblica amministrazione - approvato dal governo Monti - per quanto concerne le compensazioni tra i crediti con la P.a. e gli accertamenti fiscali. Provvedimento che, per il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni «dà ossigeno e va incontro alle esigenze delle imprese e si inserisce nello sforzo complessivo del governo di sanare i debiti delle pubbliche amministrazioni».
Un atto dovuto, visto che – come sottolinea la CGIA di Mestre - nel 2013 il numero dei fallimenti registrati in Italia ha superato quota 14.200, determinati: «Oltre agli effetti della crisi economica a dare un contributo all’impennata dei fallimenti hanno sicuramente contribuito anche il ritardo dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione (Pa) , l’incremento del livello di tassazione e la contrazione nell’erogazione del credito praticata dalle banche», puntualizza il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi.
 Il segretario della CGIA prosegue aggiungendo: «Nonostante nell’ultimo anno lo Stato abbia erogato oltre 20 miliardi di euro e i tempi di pagamento della nostra Pa siano scesi di 10 giorni, rimaniamo i peggiori pagatori d’Europa: in Italia il saldo fattura avviene mediamente dopo 170 giorni, contro una media Ue di 61. Nel 2013 la pressione fiscale ha raggiunto il suo record storico, 44,3%, un livello mai toccato in passato. Infine, tra novembre 2012 e lo stesso mese del 2013, i prestiti bancari alle imprese sono diminuiti di 60,5 miliardi di euro, pari ad una contrazione del 6,2%».

 Tuttavia, è anche da evidenziare quanto detto da Saccomani: «Quello dei debiti commerciali è del resto un problema accumulatosi «mese dopo mese negli anni passati, al quale il governo ha dato risposte celeri e concrete, aiutando gli enti locali a pagare debiti al ritmo di più di 3 miliardi al mese da giugno a dicembre 2013».
Così, le imprese potranno compensare i crediti al posto di debiti fiscali. Questo sarà possibile grazie al fatto che l’Agenzia delle Entrate ha introdotto – attraverso una risoluzione - il codice tributo che consente di utilizzare in un modo nuovo i crediti «certificati», che i contribuenti vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Per poter effettuare ciò, si dovrà utilizzare un apposito modello F24, che «permetterà al contribuente di pagare i debiti derivati da istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso».
Tuttavia, per poter accedere a tale procedure, è necessario che: «i crediti devono essere certificati dalla piattaforma, non essere già stati pagati dalla P.a., né impiegati per le altre finalità consentite dalla legge, inoltre la certificazione deve riportare la data di pagamento del credito certificato».

(foto: studiodebiti.it)

martedì 4 febbraio 2014

Travaglio e l'elenco degli insulti ai grillini




Marco Travaglio ha dedicato ben due pagine del Fatto di oggi  4 febbraio (che ho saltato completamente) ad elencare tutte le offese che si sono presi i grillini. Lui ha ragione ma non mi pare questa possa essere una giustificazione per loro di abbassarsi allo stesso livello (e forse dovrebbe fare alcune pagine per ricordare anche gli insulti di Grillo agli altri che non sono mancati negli anni).  

Si continua a perdere tempo e risorse per inseguire l’insulto o la provocazione più grossa.
 
Condivido l'articolo di Padellaro sul Fatto di sabato 1 febbraio. Purtroppo spesso i grillini hanno ragione nel merito ma sbagliano il metodo. Sono ragazzi seri, volonterosi, onesti che devono imparare a non perdersi in insulti e bassezze dando modo a giornali e tv di farsi attaccare più di quello che già che non avviene. Sono gli unici che lottano per il bene del paese ma perdersi in provocazioni sterili come quella nel blog di Grillo sulla Boldrini non fa bene alla loro credibilità. Devono concentrarsi sugli obiettivi, discutere senza offendere, fare giusta opposizione e votare nel modo che ritengono corretto. E’chiaro che il comportamento alla Camera della Boldrini è un attentato alla democrazia ed alla Costituzione, ma così facendo i grillini hanno attirato l’attenzione solo sul loro comportamento e non sul vergognoso decreto che è passato alla Camera per l’ennesimo regalo fatto alle banche.

Anche concentrarsi sull'impeachment contro il Capo dello Stato, sapendo già che sarà nullo, non fa l'interesse del Paese.
Non bastano più i segnali di disaccordo, servono i fatti concreti.

(pubblicato in parte sul Fatto Quotidiano del 7 febbraio 2014)

Lettera a Iacona per la poca considerazione dell'Emilia

Buongiorno,
da emiliana sono rimasta molto delusa dalla sua puntata di ieri sera. Non perchè gli argomenti non fossero interessanti, lo sono sempre e ritengo la sua trasmissione d'inchiesta la migliore in assoluto tra tutti i vari programmi, talkshow, ecc. Ed è l'unica che guardo.

Ma ieri sera, dietro la sua "promessa" di parlare finalmente  dell'Emilia ho anche avvisato persone di guardare la puntata ed alla fine, nonostante lei lo abbia detto pure all'inizio della trasmissione, la parte dedicata all'Emilia è stata scarna, debole e trasmessa tardi per pochi minuti.

Capisco che noi qui siamo più virtuosi, ci arrangiamo (per forza...ci ignorano pure giornali e tv...), che abbiamo meno corruzione (per fortuna) e non ci adagiamo, ma essere bravi evidentemente non paga perchè si viene poi ignorati.

Grazie comunque per quel poco trasmesso...
Saluti.

Aggiornamento delle ore 9,40: l'unica nota positiva è che, diversametne da quasi tutti gli altri giornalisti, il Sig. Iacona mi ha risposto subito dicendo di aver trasmesso "ben" 25 minuti sull'Emilia, secondo lui nell'orario dove più gente lo gaurda (mah...i tanti anziani non credo proprio...). 
Non cambio idea su quanto scritto ma dò atto a Iacona di essere corretto.