venerdì 22 novembre 2013

La solita casta che si protegge



La fiducia dimostrata dal governo per Anna Maria Cancellieri dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che i parlamentari vivono in un mondo tutto loro volutamente indifferenti alle proteste dei cittadini. 

 Dimostrano di essere sempre la solita casta politica che protegge i propri eletti a turno, ognuno di loro si tiene ben stretta la propria sedia (pagata con un lauto stipendio) e difende il “colpevole” di turno in maniera che nessuno di loro possa essere buttato fuori, con il conseguente rischio che dica cose disdicevoli o parli di interessi comuni che è meglio tenere ben nascosti alla popolazione. E non possa entrare nessuno che sia contrario al sistema. 

Ovviamente, prima della fiducia, fanno promesse ipocrite di dimissioni poi regolarmente disattese perché nella realtà sanno benissimo che gran parte del parlamento li terrà ben fermi al loro posto e non rischiano nulla. Un teatrino che si ripete ogni volta che si scoprono intrallazzi di potere che dovrebbero farli vergognare ma che invece non li turba nemmeno.

(Pubblicato, in parte, sul Fatto Quotidiano del  24 novembre 2013)

mercoledì 20 novembre 2013

A volte Grillo le spara troppo grosse



Di solito ritengo che Grillo dica cosa giuste ma a volte esagera, spara snza pensare e va oltre il buon senso. Vedendo l’intervista trasmessa da Servizio Pubblico giovedì scorso, sono rimasta perplessa dalle cose populiste e senza fondamento che ha detto. Vorrebbe togliere la cassa integrazione per fare il reddito di cittadinanza. Vorrei ricordargli che la cig ordinaria è finanziata dalle aziende e dai dipendenti che versano i relativi contributi. 
La Cig in deroga è stata istituita per essere erogata, in caso di bisogno, anche ai soggetti che non fanno parte delle categorie coperte da cig odinaria e togliere quindi una disparità di trattamento anche all’interno della stessa azienda (es.gli apprendisti). Bisognerebbe far finanziare anche questa dalle aziende. Inoltre vi è l’indennità di disoccupazione per 8 mesi quando una persona perde il lavoro, sempre finanziata dai contributi versati. Perché si dovrebbe togliere questi ammortizzatori creando altra disoccupazione? Per dare un reddito di cittadinanza pagato come? In un paese serio ed onesto sarebbe una bellissima cosa. Peccato che in un paese dove l’evasione fiscale e contributiva è ai massimi livelli e dove vi sono parecchie persone che cercano di approfittare di ogni situazione,  finirebbe finanziato sempre dai soliti noti che non evadono per finire in tasca, in gran parte, ai soliti furbi.  
Grillo ha pure affermato che si dovrebbe dare il reddito di cittadinanza poi ognuno va a lavorare se vuole. Discorso populista oltre che assurdo. Vuole un paese di parassiti? Inoltre, nella proposta presentata in parlamento, prevede di prelevare i soldi dalle pensioni, comprese quelle minime pur se in misura minore. Questa sarebbe la proposta equilibrata di Grillo? Solo campagna elettorale demagogica e populista. 
L’unica cosa che otterrebbe dal governo attuale sarebbe di distruggere gli ammortizzatori sociali per avere un surrogato di reddito di cittadinanza (non ci sono certo i soldi per dare 1000 euro ad ogni cittadino come nel suo intento) che non servirebbe a nessuno.  
Perchè, come sempre succede in Italia, chi ne avrebbe veramente diritto diventerebbe scemo per averla con una burocrazia spaventosa, i furbi che lavorano in nero o hanno altre entrate, la avrebbero con facilità, come i falsi invalidi.

martedì 19 novembre 2013

Dal 2015 addio al tagliando assicurativo per auto

"Favorisca patente e assicurazione"» La temuta e tipica frase pronunciata dagli agenti, dopo aver intimato l’alt agli automobilisti, sta per andare in pensione.
Dal 18 ottobre entrerà in vigore un decreto ministeriale (9 agosto 2013, n. 110) che stabilisce la progressiva dematerializzazione dei contrassegni di assicurazione dei veicoli a motore su strada, attraverso la sostituzione degli stessi con sistemi elettronici o telematici. Al netto del burocratese significa che gli attuali tagliandi assicurativi esposti saranno sostituiti da sistemi elettronici o telematici.
Le pattuglie della stradale, dei carabinieri o della polizia locale che vorranno procedere al controllo, nel momento in cui fermeranno le automobili non dovranno più guardare il parabrezza ma si collegheranno a una banca dati istituita presso la direzione generale della Motorizzazione «alimentata in tempo reale dalle imprese di assicurazione» che darà loro una risposta immediata sulla regolare copertura assicurativa della vettura.

Non solo. Il sistema elettronico dialogherà anche con quelli di controllo del traffico come Tutor (in autostrada), autovelox di ultima generazione o telecamere delle Ztl (in città) che «leggono» le targhe e oltre al controllo della velocità potranno collegarsi al database dell’Associazione nazionale imprese assicurative. In questo modo, alle forze di polizia, verranno inviate segnalazioni sulle auto che non sono in regola con l’assicurazione obbligatoria (Rc auto) e gli automobilisti dovranno poi dimostrare invece la loro correttezza. Un problema che non riguarda pochi italiani. Secondo l’ultimo rapporto Ania, si stima che nel 2012, ci siano stati 3,1 milioni di veicoli senza Rc auto. All’incirca il 7 per cento del parco circolante. Una media che sale al 12 per cento nelle province del Sud ( con la punta estrema di quasi il 30 per cento a Napoli); si attesta al 6,4 per cento nel Centro mentre al Nord scende, si fa per dire, al 4,6 per cento.

«Questo sistema servirà sia a contrastare la piaga delle auto che circolano senza assicurazione sia quella della falsificazione dei contrassegni - spiega Vittorio Verdone, direttore centrale di Ania - e stroncherà questo vero e proprio mercato clandestino. Non solo grave per la sicurezza stradale ma anche costoso per la collettività onesta che paga i premi in maniera corretta. Gli stessi cittadini che oggi devono pure pagare per le vittime della pirateria stradale». Un problema attuale.
«Attuale e sempre più in aumento - argomenta Giordano Biserni, presidente dell’associazione amici e sostenitori polizia stradale - insieme alle fughe all’alt della polizia. Infrazioni commesse da persone che scappano dalla responsabilità coscienti di non essere in regola con i documenti necessari alla guida». Una delle tante battaglie che l’Asaps porta avanti da anni. «Ci auguriamo davvero che contribuisca ad una maggiore sicurezza sulle strade e - prosegue Biserni - per questo motivo l’avevamo auspicato già al momento della campagna iscrizioni dello scorso anno quando avevamo messo a disposizione dei nostri iscritti un testo utile a chi opera sulle strade e deve contrastare il fenomeno dei falsi tagliandi anche se sui social network ho letto che fra i nostri addetti ai lavori esiste qualche dubbio sul controllo “in tempo reale” con le banche dati. Vedremo fra non molto».

Già perché questo scenario non è uno dei tanti proclami annunciati e poi non realizzati. È stato ideato un anno fa con il decreto liberalizzazioni e secondo quanto si legge nel decreto del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dei Trasporti, è prevista una tempistica ben predefinita che porterà alla realizzazione entro il 18 ottobre del 2015. Questo periodo di tempo servirà per rispettare alcune scadenze tecnico-operative. Diciotto mesi serviranno per predisporre il database a cui si collegheranno, in tempo reale, le apparecchiature per i controlli automatici. Un anno per avviare le connessioni informatiche con cittadini e compagnie. Sessanta giorni per immettere le informazioni già presenti nella banca dati dell’Ania e 30 giorni perché la Motorizzazione renda operativa la struttura informatica del database in quello delle forze dell’ordine.


(fonte Il Corriere della Sera)
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venerdì 15 novembre 2013

L'addio di Gian Carlo Caselli

Leggo con dispiacere sul Fatto la notizia delle dimissioni anticipate del Procuratore Antimafia di Torino Gian Carlo Caselli. Stimo tantissimo quest?uomo che ritengo rappresenti l?Italia migliore. La magistratura perde un pezzo importante della sua forza, perde un uomo che ha fatto il suo lavoro in modo integerrimo, subendo minacce da
parte della mafia e ultimamente anche dalla parte violenta dei no Tav.
Un uomo che ha saputo fare con coraggio inchieste su potenti mafiosi come Brusca, ma anche su personaggi ai vertici della politica come
Andreotti o Dell?Utri. Inchieste che ha portato a termine con onore e ottimi risultati facendoli arrestare e processare insieme ad altre persone di importanza minore. A volte si è scontrato pure con lo
stesso Csm ma ha sempre tenuto la schiena dritta. Uomini come lui sono un esempio della magistratura efficiente, pulita e virtuosa.

(Pubblicato sul Fatto Quotidiano del 16 novembre 2013)

giovedì 14 novembre 2013

Bruno Tinti e i suoi discutibili articoli

Gli articoli di Bruno Tinti sul Fatto mi lasciano sempre perplessa, ma quello pubblicato il 12 novembre è sconcertante!!! (il link dell'articolo in questione)
Noi dovremmo non "sdegnarci" davanti ad un'accusa sbagliata??? Dovremmo non arrabbiarci se un innocente (che  potrebbe anche essere lui) va in galera al posto di un colpevole o per un delinquente che rimane in libertà con la possibilità di uccidere, stuprare, ecc.quaalcuno altro oltre a quello al quale ha già ha fatto danni???

Tutto questo per un "errore" di alcuni giudici poco attenti a quello che fanno ed ai testimoni che ascoltano, come è successo nel vergognoso caso Tortora??? Chissà a quanti, soprattutto innocenti, è successo ma non famosi e con i soldi come Tortora! E saranno ancora in galera con il colpevole in libertà!

Gli errori possono succedere, come in tutti i campi, ma che Tinti venga a dire che non ci si può sdegnare è veramente troppo! Probabilmente nel suo passato di giudice (?) ne avrà commessi parecchi se li giustifica in modo così vergognoso!

Spero vivamente che un giorno sparisca dalle pagine di questo giornale (di cui purtroppo è socio), perchè penso che persone egoiste, ricche (classico pensionato d'oro) e con così poca umiltà e buon senso non dovrebbero avere la possibilità di scrivere nemmeno sulla carta igienica.

Guerra agli ambulanti: la farsa di Rimini

Leggendo la lettera della Sig.ra Lucia sul senegalese davanti al supermercato, mi è venuto in mente l’assurdo controllo fatto dalla polizia di Rimini sui venditori ambulanti nelle spiagge.  

Nella stagione estiva un’auto della polizia girava sulla battigia tra Rimini e Riccione, mettendo a rischio bambini e bagnanti, per controllare che non vi fossero venditori abusivi.

Ovviamente l’auto si vedeva a grande distanza per cui i venditori scappavano frettolosamente non facendosi scoprire. Ma la cosa divertente era vedere i bagnanti avvertirli e mettersi in mezzo con lettini, asciugamani e oggetti vari per rallentare l’auto.

Questi (finti) controlli sono fatti per accontentare i negozianti che lamentano le mancate vendite a causa di questo fenomeno (se si volessero fare veri controlli si manderebbero agenti in borghese). Il danno vi è sicuramente, visto che i negozi regolari devono pagare affitti, imposte e contributi diversamente dagli abusivi.

Ma è anche vero che i villeggianti amano trovare i “banchetti” sulla riva perché rende più piacevole la passeggiata quotidiana. E quindi il Comune cerca un ridicolo compromesso.

(Pubblicato (cambiato in molte parti ma non nel senso) sul Fatto Quotidiano del 14 novembre 2013)

martedì 5 novembre 2013

Non è colpa di Halloween



In questi giorni ho letto critiche per la festa di Halloween in quanto si dice che porti violenza, caos e feriti. La festa può piacere o meno, ma incolpare l’evento della degenerazione di alcune persone non è una scusa valida. 
Purtroppo l’abitudine molto diffusa da parte di ragazzi, anche molto giovani, di bere tantissimi alcolici è un grosso problema della società che non viene preso in considerazione con la giusta attenzione. 
Ogni evento pubblico diventa motivo di uscire dagli schemi e, con l’ebbrezza e la forza che dà l’alcool, comportarsi in maniera violenta e provocatoria. 
I soldi in tasca per una bottiglia di birra non mancano mai e spesso si vedono ragazzi passeggiare anche in pieno giorno con bottiglie in mano (che poi maleducatamente abbandonano vuote ovunque in strada). 
Si parla tanto di droga ma si guarda molto poco a questo flagello che sta portando tanti ragazzi sulla strada dell’alcolismo e che comporta comportamenti violenti mettendo  in pericolo sè stessi, cose e, purtroppo, altre persone.