sabato 18 ottobre 2014

Le ironiche "scuse" di Marco Travaglio

Oggi Marco hai scritto bellissimo pezzo sul Fatto Quotidiano  dove chiedi "scusa" a Burlando. Ovviamente non lo fai con Santoro...e meno male.
Per fortuna che queste scuse sono ironiche. Non ti devi scusare di nulla.

Per Burlando non vale nemmeno la pena di aprire bocca, il solito politico che parla, parla e non dice nulla ma fa i suoi interessi.
Santoro invece è una persona arrogante, faziosa, venduta agli ascolti ed alla pubblicità. E' disperato per una trasmissione con ascolti in calo che non sa come fare risalire. Ha perso ogni credibilità ed ora sta mettendo fuori tutta la rabbia e l'invidia verso di te, per il tuo successo e perchè sa che senza di te andrebbe sotto zero con gli ascolti.
Ti mandava in onda ad orari indecenti per
metterti da parte, pessima strategia visto gli ascolti.
Ora nel suo discorso di ieri c'è una preghiera nascosta a tornare, ma non ci sono le dovute scuse nei tuoi confronti.
Non so se vorrai abbandonare la trasmissione, hai un contratto in corso ed il Fatto purtroppo è azionista di quel programma. Inoltre gli hai dato l'esclusiva e non puoi partecipare ad altre trasmissioni quando va in onda Servizio Pubblico. 

Sei una persona corretta e quando prendi un impegno lo mantieni, ma so anche che non scendi a compromessi e la tua sopportazione nei confronti dell'arroganza di Santoro è durata anche troppo. La tua reazione di giovedì  dimostra il livello di esasperazione a cui sei arrivato nei confronti di quella trasmissione.
Piuttosto fai qualcosa di tuo, non un programma in tv ma magari sulla web tv del Fatto, un ritorno al Passaparola sarebbe splendido. Capisco che la visibilità non è la stessa, ma non hai bisogno di Santoro per rimanere il giornalista migliore d'Italia, anzi.
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venerdì 17 ottobre 2014

Dalla parte di Marco Travaglio "contro" Santoro



Oggi 17 ottobre Marco Travaglio ha scritto un ottimoeditoriale sul Fatto Quotidiano sulle motivazioni che hanno assolto Silvio Berlusconi nel processo Ruby, dimostrando che le loro supposizioni erano corrette. 
 
Dopo la puntata di Servizio Pubblico andata in ora ieri sera e la lite tra Santoro e Travaglio che ha costretto Marco ha lasciare, giustamente, lo studio, posso dire che anch’io avevo ragione: Santoro è una persona arrogante, faziosa, venduta alla pubblicità e agli ascolti e, soprattutto, tremendamente invidiosa del successo di Marco. E’ consapevole che senza Travaglio la sua trasmissione non farebbe più nemmeno quei pochi ascolti che fa ancora.

Qualche giorno fa ho avviato su Facebook una “petizione”chiedendo a Santoro di mandare in onda Travaglio ad un’ora decente, visto che sta provando di umiliarlo tenendolo per la fine della puntata. Molte persone hanno partecipato ma alcune mi hanno criticato. Ora posso dire che sono orgogliosa di averla avviata e sono felice perché avevo ragione a dire che Travaglio dovrebbe mollare Santoro.

Non so cosa succederà ora, Il Fatto Quotidiano purtroppo ha fatto l’errore di mettersi nella società che gestisce Servizio Pubblico e penso sia ormai la principale motivazione per cui Travaglio prosegue la collaborazione con la trasmissione; inoltre non sarebbe facile per lui mollare tutto, vi è un contratto in corso e probabilmente sarebbe costretto a pagare una penale a La7.
Potrebbe quindi essere che pace sia fatta, ma io sono e sarò sempre dalla parte di questa persona straordinaria qualsiasi scelta farà.

Per chi vuole seguirmi nella mia avventura e conoscere tutto ciò che riguarda questo bravo giornalista, può farlo nel mio gruppo su Facebook  o nella mia pagina dove sarebbe gradito un piccolo "mi piace" di supporto, grazie.

giovedì 16 ottobre 2014

Giornali e tv "danno i numeri"



Da quando c’è Renzi al governo giornali, televisioni e pure il premier in persona sembrano “dare i numeri”. Quando parlano dell’economia e del lavoro l’unica cosa che conta sono le cifre, le percentuali di crescita o di calo vengono confrontate ogni giorno in maniera ossessiva persino quando sono numeri ridicoli. 

Sono statistiche numeriche,  spesso in contrasto tra loro in base a chi le fa, di cui giornali e televisione ci riempiono la testa , dati che non ricorderemo per più di un minuto, ma nessuno si rende veramente conto che i problemi per chi li vive non sono numeri e non abbiamo bisogno di sentirli per capire che il paese sta tracollando. Li viviamo sulla nostra pelle ogni giorno. 

Forse, invece di attaccarsi a percentuali dello 0,1% in meglio o peggio, andrebbe analizzato ogni settore per capire le problematiche e cercare di porvi rimedio. 

martedì 14 ottobre 2014

Genova e le solite scuse



Sull’alluvione di Genova vi sono grandi polemiche per il mancato preavviso con i soliti rimpalli di responsabilità tipici italiani. 
Ovviamente il preavviso è indispensabile perché le persone si mettano in sicurezza e cerchino di mettere al sicuro più cose possibili, ma il risultato sarebbe stato comunque lo stesso: una città in ginocchio ancora una volta.

Il problema va risolto alla fonte, va fatta manutenzione ai fondali dei fiumi tenendoli liberi dai detriti, non incanalandoli in spazi troppo ristretti, non costruendo vicino ai loro letti naturali, non cementificando continuamente tagliando alberi e vegetazione togliendo alla terra la possibilità di assorbire l’acqua. 

Bologna, ad esempio, è piena di canali che negli anni ’60 sono stati quasi integralmente coperti nel centro storico della città, eppure, ad oggi, mai sono successe esondazioni del genere (quelli che si allagano sono i nuovi sottopassi). 


Forse perché quelle opere di copertura sono state fatte in tempi in cui si pensava al bene della città e non solo agli interessi di costruttori senza scrupoli o al risparmio sulla pelle dei cittadini. 






E non vi era la vergognosa burocrazia attuale che ferma le opere utili (per quelle inutili c’è sempre spazio e tempo) anche quelle poche volte in cui vengono decise.

venerdì 10 ottobre 2014

L'ennesima tragedia a Genova



L’ennesima tragedia  che si è abbattuta sulla città di Genova è sicuramente colpa dei forti temporali, le famose “bombe d’acqua”, ma principalmente è dovuto alla mancata manutenzione dei fondali dei fiumi per tenerli liberi dai detriti, dalle costruzioni che vengono fatte troppo vicine ai letti dei fiumi, dal taglio continuo di alberi e vegetazione  per fare zone asfaltate non dando modo alla terra di assorbire l’acqua, dall’incuria in cui versano a volte le strade  (spesso rappezzate con pessimo asfalto).

In generale dalla totale mancanza di rispetto nei confronti della natura che si ribella ai continui vandalismi di chi pensa solo agli interessi di costruttori senza scrupoli o vuole risparmiare sulla pelle dei cittadini.

giovedì 9 ottobre 2014

I boss non parteciperanno a l'udienza di Napolitano



La motivazione per la quale Totò Riina e Leoluca Bagarella non potranno partecipare alla testimonianza  di Giorgio Napolitano perché “l’immunità del Quirinale esclude la presenza degli imputati”, forse avrà anche un appoggio giuridico, ma è l’ennesima dimostrazione di quanto questo Capo dello Stato sia molto restio a far sapere cosa si sono detti con Mancino in quella famosa telefonata fatta prontamente cancellare e quali sono le motivazioni per cui si sono parlati. 

Speriamo che almeno possano entrare liberamente i giornalisti “accreditati” in modo da avere notizie chiare ed imparziali sulla sua deposizione. I cittadini hanno tutto il diritto di sapere chi ci sta rappresentando ormai da più di otto anni.

mercoledì 8 ottobre 2014

Qualche valutazione sul Tfr in busta paga



La novità di Renzi di mettere parte o tutto il Tfr in busta paga, senza peraltro avere chiaro come al lato pratico, ha il sapor di una beffa. Diversamente dal bonus di 80 euro (che almeno è pagato dal fisco) quella di dare maggiori entrate in busta paga elargendo soldi che sono già di chi li avrebbe è una mossa che costa poco o, peggio, può tassare ancora di più il già tanto tartassato lavoro dipendente. Sono tante le valutazioni da fare. Il Tfr è un sostegno quando finisce un rapporto di lavoro che frutta un interesse di almeno l’1,5% annuo (più di tutti gli investimenti “sicuri”). 

E’ una risorsa per chi va in pensione, visto il calo smisurato della percentuale pensionistica degli ultimi anni. Inoltre è a tassazione separata, con un’aliquota media in base agli scaglioni di reddito applicati al dipendente e inoltre la rivalutazione, per il Tfr maturato dal 2001, è tassata all’11%. Cosa succederebbe se venisse messo in busta paga? Verrebbe tassato come il resto del reddito andando quindi ad aumentare l’imponibile fiscale ed incidendo sulle addizionali regionali e comunali, assegni famigliari e tutto ciò che si basa sul reddito? Andrebbe in questo modo ad incidere anche sul bonus di 80 euro.

 Inoltre cosa succede a chi lo versa al fondo pensione? Avrebbe una disparità con chi lo prende in busta paga. Poi vi è tutta la parte versata all’Inps obbligatoriamente dalle aziende con più di 50 dipendenti, un’entrata enorme per lo Stato. Non ultimo verrebbe a mancare un supporto per le piccole aziende che dovrebbero anticipare una cifra che ora accantonano. Renzi le vuole aiutare con le banche, non credo riuscirà a farlo a costo zero, almeno per le imprese. 

Qualsiasi scelta venisse fatta sarebbe comunque difficile da mettere in pratica in modo equo e sarebbe un’ulteriore impegno per i sostituti d’imposta che già fanno i salti mortali per applicare correttamente tutte le normative fiscali e previdenziali.
(resp. amm.va e gestione paghe)