L'articolo di Marco Travaglio del 22novembre, in maniera molto schietta, risponde bene alle varie
forzature dei fatti e alle bugie del premier Matteo Renzi nel
disperato tentativo di screditare gli oppositori alla riforma
costituzionale da lui tanto voluta e amata.
Quella che lui definisce
“l'accozzaglia del no”, con un linguaggio sicuramente non adatto
a un Presidente del Consiglio, è semplicemente un insieme di persone
che non pensano che questa riforma faccia il bene del paese ma anzi
sia un danno. E diversamente da molti dei sostenitori del sì che
stanno dalla parte di Renzi spesso non per convinzione ma per comodo
(un esempio lampante è Michele Santoro con il suo “casuale”
rientro in Rai) o per non perdere poltrone
ottenute non certo per
merito, hanno il coraggio di tenera alta la testa, di dire quello che
pensano e di assumersene la responsabilità prendendosi i “rischi”
che ne derivano dall'andare contro un sistema corrotto e fazioso,
quelli che in una democrazia normale non dovrebbero nemmeno esistere.
Non credo che Matteo Renzi, come scrive Travaglio, “entro il 4/12
si decida a dimostrare i balsamici effetti del ddl Boschi-Verdini”
e tanto meno che “la pianti di screditare le ragioni del No
parlando dell’eterogeneità di quanti le propugnano” perchè non
esistono argomentazioni serie e utili a sostegno di questa vergognosa
riforma.
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Riusciranno a trovare la strada per un futuro migliore?

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