Il 26 novembre Marco Travaglio è venuto con il suo spettacolo
Perchè no” a Bologna. Naturalmente non potevo evitare di andarlo a
vedere, ormai mi ero rassegnata a non vederlo nella mia città ma
all'ultimo la scelta è caduta anche qui.Lo spettacolo è un modo simpatico e ironico per spiegare la “schiforma” costituzionale su cui si andrà a votare il 4 dicembre. Marco Travaglio introduce l'argomento ironizzando sui personaggi che hanno scritto il testo e sulle castronerie che sono state studiate.
Marco è accompagnato dalla brava Giorgia Salari che, nel ruolo del ministro Maria Elena Boschi e usando le vere parole da lei dette, fa una parodia del ministro (o ministra, chissà...) enfatizzando le sciocchezze che lei va ripetendo nelle Università, negli incontri pubblici e in televisione. Facile per la Salari mettere in luce la pochezza degli argomenti di questa donna che è diventata ministro per “miracolo”.
Marco Travaglio negli ultimi mesi ha chiesto un incontro con il ministro Boschi ma questa si è sempre negata e ha rifiutato di confrontarsi con chi probabilmente avrebbe messo in evidenza le lacune, i controsensi e le bugie del testo; e lo avrebbe fatto con facilità visto che non vi sono argomenti validi per appoggiare la riforma che questi parlamentari hanno ignobilmente scritto.
Quindi portare una “sosia” della Boschi a teatro è stata una bella idea per far cadere ogni dubbio.
Marco, dopo la finta intervista, chiude con gli esempi più eclatanti delle complicazioni che entrerebbero nella nuova Costituzione. Fa l'esempio dell'art.70 che da 9 parole passa a 439 parole in un groviglio di rimandi ad altri articoli e commi che ne fa un testo incomprensibile. E parla del doppio lavoro dei sindaci che, con tanto di immunità parlamentare, agguanterebbero il doppio incarico.
Marco Travaglio è riuscito a portare a teatro, con la sua impareggiabile ironia (e forse con qualche parolaccia di troppo...), un argomento serio che sta dividendo politici, personaggi vari e cittadini in un crescendo di insulti, bugie e incomprensioni. E lo ha fatto assiduamente negli ultimi mesi girando tutta Italia per cercare di raggiungere più persone possibili.
Purtroppo il fronte del no ha meno possibilità di farsi sentire, soprattutto in televisione, a causa della “dittatura” che il premier Matteo Renzi sta mettendo sull'informazione. Diventa difficile quindi arrivare a tante persone senza poter andare nella tv pubblica a esprimere le motivazioni del no anche perchè il premier si è preso molto spazio per promuovere il sì.
Marco
Travaglio ha scritto sul Fatto Quotidiano il 22/11 un bel pezzo dove,
in maniera molto schietta e tagliente, risponde alle forzature dei
fatti e alle bugie del premier Matteo Renzi che cerca di screditare
gli oppositori alla riforma costituzionale da lui tanto voluta.
Quella che lui definisce “l'accozzaglia del no”, con un
linguaggio non adatto a un Presidente del Consiglio, è semplicemente
un insieme di persone che non pensano che questa riforma faccia il
bene del paese ma anzi sia un danno. Come Travaglio tanti altri si
sono schierati contro questa riforma e non mancano importanti
costituzionalisti che conoscono bene la materia. E diversamente da
molti dei sostenitori del sì che stanno dalla parte di Renzi spesso
non per convinzione ma per comodo o per non perdere poltrone
ottenute non certo per merito, hanno il coraggio di tenera alta la
testa, di dire quello che pensano e di assumersene la responsabilità
prendendosi i “rischi” che ne derivano dall'andare contro un
sistema corrotto e fazioso, quelli che in una democrazia normale non
dovrebbero nemmeno esistere.
Manca
solo una settimana e il tour volge al termine, i teatri si sono
riempiti e rimangono solo 3 date, a Milano il 29 novembre, a Torino
il 30 e oggi 27 a Fiano Romano.
Lo
spettacolo è uscito qualche giorno fa anche in dvd e lo si trova
ancora in edicola.
Insieme
a Silvia Truzzi Travaglio ha scritto anche libro “Perchè no” che
ha venduto migliaia di copie e lo si può ancora acquistare in
libreria e in edicola.
Il
tutto è edito dalla nuova casa editrice del Fatto Quotidiano “Paer
First” e dal Fatto Social Club.
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Riusciranno a trovare la strada per un futuro migliore?

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