martedì 28 ottobre 2014

La mobilità per licenziamento collettivo dal 1 gennaio 2015

Ammortizzatori sociali: licenziamento collettivo - Durata dell'Indennità di mobilità dal 1 gennaio 2015

-Fonte Legge 28 giugno 2012, n. 92
-Normativa Collegata Legge 7 agosto 2012, n. 134
-Legge 23 luglio 1991, n. 223
-Specifiche: Il   nuovo   sistema   di   protezione   sociale introdotto dalla L. n. 92/2012 e successive
modificazioni,   attraverso   l’ASpI   e   la   Mini AspI, prevede un periodo di transizione che
comporta   una   graduale   riduzione   della durata dell’indennità per i lavoratori collocati
in mobilità dopo il 31 dicembre 2014

A chi si applica
 Alle imprese:
• industriali       che       hanno       impiegato mediamente   più   di   15   dip.   nell'ultimo semestre;
• del trasporto aereo, a prescindere dal n. di dipendenti;
• del   sistema   aereoportuale,   a   prescindere dal n. di dipendenti;
• commerciali     che     hanno     impiegato mediamente   più   di   200   dip.   nell'ultimo semestre;
• artigiane dell'indotto, nel solo caso in cui anche   l'azienda   committente   ha   fatto ricorso alla mobilità;
• di     vigilanza     che     hanno     impiegato mediamente   più   di   15   dip.     nell'ultimo semestre.
Alle
• aziende commerciali che hanno impiegato mediamente   tra   50   e   200   dipendenti nell'ultimo semestre;
• agenzie   di   viaggio   e   turismo   che   hanno impiegato mediamente più di 50 dipendenti nell'ultimo semestre.

Entro il 31 ottobre 2014, il Ministero del lavoro dovrebbe procedere, insieme alle associazioni   dei   datori   di   lavoro   ed   alle   organizzazioni   sindacali   dei   lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ad una ricognizione dell’attuale   regime   transitorio   relativo   alla   graduale   riduzione   della   durata dell'indennità per i lavoratori collocati in mobilità.

In   assenza   di   una   revisione   del   regime   transitorio,   segnaliamo   che   per determinare, caso per caso, la durata della prestazione e il possesso del requisito di età va posta particolare attenzione alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Allo stato, la durata dell’indennità di mobilità non subisce modifiche nel caso di cessazione del rapporto di lavoro dei lavoratori interessati entro e non oltre il 30 dicembre 2014 con iscrizione nelle liste di mobilità entro il 31 dicembre 2014.

Per tutti coloro che saranno iscritti nelle liste di mobilità a partire dall’1 gennaio 2015 la durata dell’indennità di mobilità sarà ridotta come evidenziato nella tabella sotto riportata.

Lavoratori collocati in mobilità:

Dal   1/1/2013 al 31/12/2014
Centro nord fino a 39 anni - durata in mesi 12
Centro nord da 40 a 49 anni - durata in mesi 24
Centro nord da 50 anni - durata in mesi 36
Sud fino a 39 anni - durata in mesi 24
Sud  da 40 a 49 anni - durata in mesi 36
Sud  da 50 anni - durata in mesi 48

Dal   1/1/2015 al 31/12/2015
Centro nord fino a 39 anni - durata in mesi 12
Centro nord da 40 a 49 anni - durata in mesi 18
Centro nord da 50 anni - durata in mesi 24
Sud fino a 39 anni - durata in mesi 12
Sud  da 40 a 49 anni - durata in mesi 24
Sud  da 50 anni - durata in mesi 36

Dal   1/1/2016 al 31/12/2016
Centro nord fino a 39 anni - durata in mesi 12
Centro nord da 40 a 49 anni - durata in mesi12
Centro nord da 50 anni - durata in mesi 18
Sud fino a 39 anni - durata in mesi 12
Sud  da 40 a 49 anni - durata in mesi 18
Sud  da 50 anni - durata in mesi 24

Dal   1/1/2017
Centro nord fino a 39 anni - durata in mesi 12
Centro nord da 40 a 49 anni - durata in mesi 12
Centro nord da 50 anni - durata in mesi 12/18
Sud fino a 39 anni - durata in mesi 12
Sud  da 40 a 49 anni - durata in mesi 12
Sud  da 50 anni - durata in mesi 12/18

(fonte Unindustria)













venerdì 24 ottobre 2014

Patente e libretto, dal 3 novembre '14 stesso intestatario



A partire dal 3 novembre la carta di circolazione e la patente dovranno coincidere, cioè essere dello stesso intestatario.
La registrazione dovrà essere fatta alla Motorizzazione e sulla carta di circolazione dovrà essere annotato il nome di chi utilizza in modo costante l’auto di proprietà altrui per oltre 30 giorni.
Tutti coloro che non aggiorneranno la carta di circolazione saranno punibili con una sanzione di 705 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione.

Sono esenti coloro che usano già un mezzo non di loro proprietà o possiedono un’intestazione non aggiornata prima della data dell'entrata in vigore delle nuove norme o coloro che usano auto di familiari conviventi (aventi la residenza nello stesso indirizzo).

Le categorie che invece saranno maggiormente colpite sono coloro che utilizzano auto aziendali. L'obbligo è per ogni tipo di veicolo e sarà rivolto sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche.

La circolare del governo 

mercoledì 22 ottobre 2014

Perchè Travaglio è rimasto con Santoro

Come immaginavo Marco Travaglio ha deciso di rimanere collaboratore di Servizio Pubblico con Michele Santoro. Davo per scontata la scelta perché:

1)      aveva abbandonato lo studio, una puntata, non l’intera trasmissione

2)      ha un contratto che lo “lega” in esclusiva a La7 con S.P. Dovrebbe forse pagare una penale se lasciasse prima della fine della serie. Ed ovviamente è pagato per il suo intervento

3)      il Fatto Quotidiano è socio al 30,2% di Zerostudio’s srl che gestisce il programma. Una quota non indifferente perché il programma perda ancora ascolti e sappiamo che Travaglio è la punta del programma

4)      Travaglio, pur se ospite in casa altrui (si fa per dire), non perde mai la sua forza nel dire le cose che pensa ed è sempre ben documentato.  Nessuno, nemmeno Santoro con la sua arroganza lo può far deviare da quello che intende dire. Lo può zittire, come fa ormai da anni, ma non può fargli dire quello che non pensa

5)      Santoro da quando è uscito dalla Rai è un pessimo giornalista, venduto agli ascolti ed alla pubblicità, oltre che renziano convinto e per questo poco diplomatico in trasmissione. Però è stato uno dei pochi (anche se non l’unico come molti dicono) che ha avuto il coraggio (in Rai) di far parlare Marco liberamente, non va dimenticato anche se ora ha cambiato atteggiamento

6)      il 13 novembre Santoro abbandonerà la trasmissione in mano alla Innocenzi (!), quindi si tratta di poche puntate, poi si vedrà.

Questa scelta sta alzando ulteriori polemiche perché molti pensano che si sia venduto. Io credo invece che continuare a partecipare sia un suo preciso diritto e che non deve darla vinta a Santoro. Certo, Santoro gli dovrebbe delle scuse che non ha dato pubblicamente, cosa che sicuramente non farà.

Ma vista la decisione (corretta) di parlarne privatamente tra loro, avranno raggiunto un accordo che non svilirà Travaglio, almeno non più di quello che Santoro non fa già negli ultimi anni.

Per quanto riguarda  Santoro penso che abbandoni la trasmissione perché deluso dagli ascolti e non capace di sopportare una discesa ormai infinita.

Ma il mio parere è che miri ad altro. Già prima di andare a La7 aveva mirato alla presidenza Rai, dicendo che era una provocazione, cosa nella quale non ho mai creduto. Penso che se l’avessero preso ci sarebbe andato eccome! Allora però governava B., ora governa Renzi, forse è il momento buono, da bravo lecchino renziano, di rilanciare la proposta, magari non diventerà direttore ma un ruolo importante lo spunterebbe di sicuro.

Detto ciò io rimango dalla parte di Marco, non guarderò la trasmissione e lo seguirò in streaming il giorno dopo. Mi aspetto un rialzo di ascolti per il 23 ottobre per la curiosità di sentire se hanno qualcosa da dire, per avere poi un calo nelle settimane successive.

domenica 19 ottobre 2014

Lettera aperta a Michele Santoro

Questo è il testo della lettera che invierò da pubblicare al Fatto Q. e a tutti i principali giornali (Repubblica, Correire della Sera, Libero e la Stampa), sperando che qualcuno lo faccia. 

Egregio Santoro,
sono una lettrice del Fatto Quotidiano ed ammiro molto Marco Travaglio. 

Da quando lei è uscito dalla Rai trovo che le sue trasmissioni abbiano avuto una discesa di qualità notevole. Gli ascolti sono calati tantissimo e lei cerca tutte le strade per aumentarli, diventando sempre più fazioso e arrogante. Nell'edizione di quest'anno la sua posizione di renziano convinto è palesata in tutte le maniere, ovviamente ognuno ha le sue idee, ma per difendere il suo leader ormai arriva a dare continuamente parola a chiunque sia di suo gradimento e a zittire chi ha veramente qualcosa da dire per fare quell'informazione che ormai lei, da quando è uscito dalla Rai, non sa più fare. 

Giovedì, a mio parere (ma direi non solo, visto il polverone alzato), ha dimostrato tutta la sua faziosità cercando di non far parlare Paolo Villaggio perchè di idee politiche diverse dalle sue ed ha toccato il fondo quando ha costretto, con la sua arroganza e zittendolo come è solito fare ormai da anni, Marco Travaglio ad uscire dallo studio, forse per non farsi uscire frasi sgradevoli nei suoi confronti, persona troppo educata e corretta per farlo. Ora lei è ipocrita a scrivere che "è pronto a continuare la collaborazione" con Travaglio, sa bene che Marco è l'unico motivo se lei riesce ancora ad ottenere un misero 5% di ascolti. 


Lei quando è uscito dalla Rai si è palesato come vittima della falsa informazione, è andato a Bologna vestendosi da operaio (nel frattempo aveva in tasca la notevole liquidazione) ed ha chiesto ai telespettatori di contribuire alla sua idea di fare una trasmissione libera. Sembrava essere un bel progetto e tanti si sono fidati di lei dandole l'obolo, anche perchè appoggiato dal Fatto Quotidiano. Non si mise d'accordo con La7 che già allora era disponibile ed illuse le televisioni private coinvolgendole nel progetto. Quando ha visto che la sua società ci rimetteva denaro si è rassegnato ad andare nella tanto criticata La7, perdendo così ogni credibilità. Ora molti vorrebbero indietro i soldi versati perchè delusi ma non credo saranno accontentati. 

Con Travaglio ha fatto pessime scelte, negli ultimi tre anni ha cercato di metterlo in un angolino arrivando a relegarlo nell'ultima ora della trasmissione rendendo difficile la visione dell'unica persona che ha qualcosa di utile da dire a Servizio Pubblico, proibitiva per chi lavora o per gli anziani. Non so quale sarà la decisione di Marco Travaglio ora ma di una cosa sono sicura, in confronto a lei è un Signore.
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21 ottobre 

Come prevedevo nessuno l'ha pubblicata, mi dispiace. Soprattutto per il Fatto Q., che purtroppo ha interessi nella società di Servizio Pubblico. Peccato, veramente peccato....A questo punto potrei scommettere sul rientro di Marco a Servizio Pubblico.



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sabato 18 ottobre 2014

Le ironiche "scuse" di Marco Travaglio

Oggi Marco hai scritto bellissimo pezzo sul Fatto Quotidiano  dove chiedi "scusa" a Burlando. Ovviamente non lo fai con Santoro...e meno male.
Per fortuna che queste scuse sono ironiche. Non ti devi scusare di nulla.

Per Burlando non vale nemmeno la pena di aprire bocca, il solito politico che parla, parla e non dice nulla ma fa i suoi interessi.
Santoro invece è una persona arrogante, faziosa, venduta agli ascolti ed alla pubblicità. E' disperato per una trasmissione con ascolti in calo che non sa come fare risalire. Ha perso ogni credibilità ed ora sta mettendo fuori tutta la rabbia e l'invidia verso di te, per il tuo successo e perchè sa che senza di te andrebbe sotto zero con gli ascolti.
Ti mandava in onda ad orari indecenti per
metterti da parte, pessima strategia visto gli ascolti.
Ora nel suo discorso di ieri c'è una preghiera nascosta a tornare, ma non ci sono le dovute scuse nei tuoi confronti.
Non so se vorrai abbandonare la trasmissione, hai un contratto in corso ed il Fatto purtroppo è azionista di quel programma. Inoltre gli hai dato l'esclusiva e non puoi partecipare ad altre trasmissioni quando va in onda Servizio Pubblico. 

Sei una persona corretta e quando prendi un impegno lo mantieni, ma so anche che non scendi a compromessi e la tua sopportazione nei confronti dell'arroganza di Santoro è durata anche troppo. La tua reazione di giovedì  dimostra il livello di esasperazione a cui sei arrivato nei confronti di quella trasmissione.
Piuttosto fai qualcosa di tuo, non un programma in tv ma magari sulla web tv del Fatto, un ritorno al Passaparola sarebbe splendido. Capisco che la visibilità non è la stessa, ma non hai bisogno di Santoro per rimanere il giornalista migliore d'Italia, anzi.
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venerdì 17 ottobre 2014

Dalla parte di Marco Travaglio "contro" Santoro



Oggi 17 ottobre Marco Travaglio ha scritto un ottimoeditoriale sul Fatto Quotidiano sulle motivazioni che hanno assolto Silvio Berlusconi nel processo Ruby, dimostrando che le loro supposizioni erano corrette. 
 
Dopo la puntata di Servizio Pubblico andata in ora ieri sera e la lite tra Santoro e Travaglio che ha costretto Marco ha lasciare, giustamente, lo studio, posso dire che anch’io avevo ragione: Santoro è una persona arrogante, faziosa, venduta alla pubblicità e agli ascolti e, soprattutto, tremendamente invidiosa del successo di Marco. E’ consapevole che senza Travaglio la sua trasmissione non farebbe più nemmeno quei pochi ascolti che fa ancora.

Qualche giorno fa ho avviato su Facebook una “petizione”chiedendo a Santoro di mandare in onda Travaglio ad un’ora decente, visto che sta provando di umiliarlo tenendolo per la fine della puntata. Molte persone hanno partecipato ma alcune mi hanno criticato. Ora posso dire che sono orgogliosa di averla avviata e sono felice perché avevo ragione a dire che Travaglio dovrebbe mollare Santoro.

Non so cosa succederà ora, Il Fatto Quotidiano purtroppo ha fatto l’errore di mettersi nella società che gestisce Servizio Pubblico e penso sia ormai la principale motivazione per cui Travaglio prosegue la collaborazione con la trasmissione; inoltre non sarebbe facile per lui mollare tutto, vi è un contratto in corso e probabilmente sarebbe costretto a pagare una penale a La7.
Potrebbe quindi essere che pace sia fatta, ma io sono e sarò sempre dalla parte di questa persona straordinaria qualsiasi scelta farà.

Per chi vuole seguirmi nella mia avventura e conoscere tutto ciò che riguarda questo bravo giornalista, può farlo nel mio gruppo su Facebook  o nella mia pagina dove sarebbe gradito un piccolo "mi piace" di supporto, grazie.

giovedì 16 ottobre 2014

Giornali e tv "danno i numeri"



Da quando c’è Renzi al governo giornali, televisioni e pure il premier in persona sembrano “dare i numeri”. Quando parlano dell’economia e del lavoro l’unica cosa che conta sono le cifre, le percentuali di crescita o di calo vengono confrontate ogni giorno in maniera ossessiva persino quando sono numeri ridicoli. 

Sono statistiche numeriche,  spesso in contrasto tra loro in base a chi le fa, di cui giornali e televisione ci riempiono la testa , dati che non ricorderemo per più di un minuto, ma nessuno si rende veramente conto che i problemi per chi li vive non sono numeri e non abbiamo bisogno di sentirli per capire che il paese sta tracollando. Li viviamo sulla nostra pelle ogni giorno. 

Forse, invece di attaccarsi a percentuali dello 0,1% in meglio o peggio, andrebbe analizzato ogni settore per capire le problematiche e cercare di porvi rimedio.