giovedì 21 marzo 2019

Il M5S caccia i furbi, gli altri partiti li premiano

A leggere le intercettazioni che hanno portato all’arresto di Marcello De Vito si resta spiazzati. Vacilla la bandiera dell’onestà, senza ombra di dubbio il vessillo più riconoscibile dei Cinque stelle.

Eppure, al contrario di chi dalle opposizioni stupidamente accusa i pentastellati di essere uguali a tutti, cioè a loro, e in questo lasciandosi andare a un’ammissione di colpa neanche troppo implicita, resta una differenza siderale e che, per dovere di cronaca, è doveroso riconoscere: Luigi Di Maio ha immediatamente espulso De Vito dal Movimento, specificando che il suo stesso comportamento offende quanto costruito in questi anni.


Le domande sorgono spontanee: Matteo Renzi ha mai fatto una cosa del genere? Matteo Salvini? Giorgia Meloni? Silvio Berlusconi? Avrà un simile comportamento Nicola Zingaretti? La risposta è nelle storie, passate e presenti, dei tanti indagati, imputati, condannati e pregiudicati che nei vari partiti hanno sfilato restando comodamente seduti ai loro posti (spesso di comando). L’elenco, come si può immaginare, è elefantiaco. Per comodità, dunque, ci fermeremo a chi siede negli scranni parlamentari in questa legislatura.

Cominciamo da chi ha sul groppone, suo malgrado, una condanna in via definitiva. Non si può non partire da Silvio Berlusconi che, pur non essendo parlamentare, tiene in mano le redini di Forza Italia, e da Umberto Bossi, attuale senatore e fondatore del Carroccio. Tra i condannati in via definitiva spicca pure il senatore forzista Paolo Romani, ex candidato di Berlusconi alla presidenza del Senato, sul cui groppone pesa una condanna definitiva a un anno e 4 mesi per peculato. Ma la lista, ovviamente, è molto più lunga. A Palazzo Madama siede anche il berlusconiano doc Salvatore Sciascia, condannato a 2 anni e mezzo per le tangenti alle Fiamme Gialle. A Montecitorio invece siedono Vittorio Sgarbi, condannato in via definitiva per truffa ai danni dello Stato (per tre anni avrebbe disertato il suo ufficio alla Soprintendenza di Venezia), e Antonio Minardo, condannato a otto mesi per abuso d’ufficio.


La lista di chi ha problemi con la giustizia, però, è decisamente lunga. Cominciamo dalla Lega. Per lo scandalo rimborsopoli in Piemonte sono fioccate condanne in primo grado per il capogruppo leghista a Montecitorio, Riccardo Molinari (11 mesi) e il membro della commissione Vigilanza Rai Paolo Tiramani (1 anno e 5 mesi). Per la stessa ragione è stata condannata anche la meloniana Augusta Montaruli (1 anno e 7 mesi). Se saltiamo dal Piemonte alla Liguria, ecco che troviamo per un altro scandalo rimborsopoli il sottosegretario Edoardo Rixi, per cui la procura ha chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi. Stessa sorte per il senatore ed ex presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone. La sentenza è attesa per fine maggio.

Per lo scandalo delle “spese pazze” alla Regione Lombardia va anche peggio: un anno e 8 mesi per Massimiliano Romeo, attuale capogruppo della Lega al Senato. Condannati anche i due ex consiglieri, oggi deputati, Jari Colla e Fabrizio Cecchetti. Nell’elenco c’è anche Cinzia Bonfrisco, accusata di corruzione e associazione a delinquere nell’inchiesta sul Consorzio Energia Veneto. Se restiamo nelle file leghista del Governo, non c’è solo Rixi ad avere guai con la giustizia. A proposito di sottosegretari, non si può non menzionare, Armando Siri, che ha patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta; e Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia, a giudizio per turbativa d’asta.


Le “spese pazze” coinvolgono anche il Pd. Il deputato laziale ed ex consigliere regionale Bruno Astorre (Pd) che risulta, almeno fino a gennaio 2018, imputato nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo dem in consiglio regionale, insieme all’attuale onorevole Claudio Mancini. Per inciso: Astorre è il nuovo segretario Pd nel Lazio. Ma d’altronde non sorprende considerando che indagato, questa volta per finanziamento illecito, è anche Nicola Zingaretti, per quanto raccontato in questi giorni da L’Espresso. Nell’elenco non poteva mancare Luciano D’Alfonso, imputato per truffa e indagato per falso ideologico.

A Napoli Piero De Luca figlio del governatore Vincenzo, risulterebbe essere ancora sotto processo per bancarotta, mentre in Puglia Lello Di Gioia è indagato per induzione indebita /(poche settimane fa di lui si è occupato la Giunta per le autorizzazioni per l’utilizzo delle intercettazioni). Ma se restiamo sulla sponda Pd, altri nomi di peso sono quello di Francesco Bonifazi, tesoriere del partito ai tempi di Matteo Renzi, indagato per finanziamenti illeciti e false fatture nella stessa inchiesta che arriva fino a Marcello De Vito; Luca Lotti, ex ministro dello Sport, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento nell’inchiesta Consip; e Piero Fassino, accusato di turbativa d’asta nell’affaire Salone del Libro.


E Foza Italia? Anche qui, ovviamente, l’elenco è decisamente lungo. Ad attendere la sentenza in appello c’è Ugo Cappellacci, ex governatore sardo eletto alla Camera, condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per il crac di Sept Italia.

Guai anche per un altro forzista: Antonio Angelucci, recordman di assenze al Senato nella scorsa legislatura e nell’attuale, è stato anche condannato in primo grado a un anno e 4 mesi per truffa e falso per i contributi pubblici ai suoi giornali, Libero e Il Riformista, e nel frattempo è imputato per truffa al sistema sanitario laziale (il pm ha chiesto una condanna a 15 anni) e indagato – notizia proprio di ieri – per istigazione alla corruzione.

Non poteva mancare, ancora, Luigi Cesaro. Finito in diverse inchieste per presunti rapporti con i Casalesi, l’ultima vicenda per cui risulta indagato (insieme peraltro al deputato Antonio Pentangelo) è l’affare “Ex Cirio” dal nome dell’area industriale dismessa a Castellamare di Stabia e interessata da un progetto di ristrutturazione che negli anni ha visto numerosi blocchi per mancanza di autorizzazioni e, stando alla Procura, altrettanti numerosi tentativi di far ripartire le opere di riconversione, cercando di procurarsi i permessi.

Nell’elenco di chi ha guai con la giustizia c’è anche qualche onorevole del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Oltre alla già citata Montaruli, infatti, per motivi analoghi (spese pazze) ma in Umbria, risulterebbe ancora indagato il senatore Franco Zaffini. Per la rimborsopoli marchigiana, infine, la Cassazione un anno fa ha annullato il non luogo a procedere per 54 persone. Tra di loro ci sarebbe anche il deputato Francesco Acquaroli. Per tutti loro si dovrebbe ripartire dall’Appello.
(fonte lanotiziagiornale)

venerdì 15 marzo 2019

Perchè i lavoratori pagano ancora i sindacati?


 
La reazione negativa dei sindacati alla proposta del governo di creare un salario minimo garantito per chi lavora, la dice lunga sull’ipocrisia di questi personaggi.
Non si capisce perché tanti lavoratori, per scelta o per obbligo di aziende con grossi numeri, ancora diano parte del loro stipendio a soggetti che, invece di tutelare i loro interessi come sarebbe loro dovere e come hanno fatto in passato, siano sempre più dal lato delle aziende che sempre più sfruttano i lavoratori pagandoli una miseria.


 
Ormai da tempo la sensazione che si ha è quella che sul lavoro si stia tornando indietro, ogni giorno si perde un piccolo pezzo dei diritti conquistati con fatica e, a ogni rinnovo di contratto, gli stipendi, i più bassi della zona euro, non aumentano più e in certi casi addirittura calano.
 
Questo nonostante la vita sia sempre più cara e l’inflazione, inesistente agli occhi dei burocrati e dell'Istat, galoppa inesorabile.
(MS)
(Pubblicato su Libero del 15 marzo 2019)

lunedì 11 marzo 2019

Non se ne può più della Tav!


Questo tira e molla del governo tra le due forze politiche in campo sulla Tav sta diventando nauseante.
Entrambi i partiti rimandano una decisione definitiva solo per la paura di perdere voti in vista delle europee.
 
L’Italia ha centinaia di opere incompiute dove si sono spesi soldi inutilmente solo per far guadagnare qualche “amico” e far girare qualche tangente. La Tav sta diventando l’ennesimo totem politico dove non si guarda l’interesse del paese ma si fa solo la conta dei voti sia in un senso che nell’altro.


 
Il governo del cambiamento sta facendo esattamente ciò che tutti i governi hanno sempre fatto, perdere tempo sperando che i problemi ricadano su altri, quelli che verranno dopo e che hanno aspettato, senza neanche doverci mettere troppo tempo, di vedere passare i “cadaveri”.  

M5S e Lega sono sulla buona strada per fare tutto ciò.
(MS)
(pubblicato su LIbero del 13 marzo 2019)

martedì 15 gennaio 2019

Fattura elettronica costosa e inutile


A gennaio si è partiti con la fatturazione elettronica. Naturalmente, come sempre succede in questo paese, non funziona praticamente nulla.
 
I software aggiunti ai programmi di contabilità costano e non riescono ancora a garantire il servizio essendo stati nell’impossibilità di essere provati prima del 1° gennaio con l’Agenzia delle Entrate. 
 
La normativa è ancora piena di lacune e chi lavora non ha ancora capito come deve comportarsi.
L’ennesima assurdità che fa perdere tempo e soldi alle aziende e non combatte l’evasione fiscale in quanto non si vuole capire che, senza leggi dure e controlli a tappeto, chi fa del “nero” non passa comunque attraverso le fatture (o le buste paga).
(MS)
(Pubblicato su La Verità del 15 gennaio 2019)

giovedì 13 dicembre 2018

I genitori dovrebbero sapere chi sono gli idoli dei figli


Quello che è successo alla discoteca di Ancona grazie a chi si diverte a creare panico e a chi lucra sulla vita della gente facendo entrare molto più persone delle possibili in un locale, ha dell’inquietante. Ma è inquietante anche il fatto che un personaggio come Sfera Ebbasta abbia tanto successo tra i giovani. I genitori che lasciano andare o addirittura accompagnano i loro figli a sentire tali concerti hanno un’idea di ciò che questo personaggio (e come lui tanti altri rapper) canta?


 
Hanno mai sentito le sue canzoni o visto i suoi video? Hanno un’idea della violenza, dello sfregio verso le donne, degli insulti e delle assurdità al limite del lecito che questo “cantante” insegna ai giovani spesso già abbastanza ineducati per conto loro? Forse un po’ di attenzione da parte dei genitori sulle persone  che i figli elevano a loro idoli sarebbe auspicabile.

(MS)

venerdì 23 novembre 2018

Chi spera nella caduta di governo forse non ha capito che....


Questo governo è spesso in conflitto al suo interno per le cose da fare e si muove con gran parte dell’informazione contro o che ne appoggia solo una parte, con l’Europa che ci vuole tenere al laccio e con il terrorismo, a parole, di chi non lo approva.


 
Ma quelli che ora sperano in una sua divisione e conseguente caduta (anche nel M5S), a parte che al voto si ritroverebbero nella stessa identica situazione, si rendono conto che, se cadesse questo governo (che con tutti i suoi difetti è stato eletto dal popolo dopo anni che ciò non succedeva), non ci farebbero più votare per parecchio tempo e ci rifilerebbero l’ennesimo governo di scopo, tecnico o altro di ben poco democratico? Non è che costoro preferirebbero stare all’opposizione, posizione molto più comoda e spesso molto più benvoluta dai cittadini?
(pubblicato su La Verità 23/11)
(MS)

mercoledì 7 novembre 2018

I costi di demolizione di ciò che è abusivo sulle spalle dei cittadini


A seguito della tragedia avvenuta in Sicilia dove il maltempo ha abbattuto una villetta uccidendone gli abitanti, è cominciato il rimpallo di responsabilità tra il comune di competenza e il Tar su chi avrebbe dovuto abbattere la villetta abusiva per la quale vi era già una sentenza di demolizione.

Con tutto il rispetto per i deceduti, non si capisce però perché i costi di abbattimento di ciò che è abusivo devono pesare sui comuni (e quindi sui cittadini) invece che sul proprietario che, se ha avuto il denaro per costruirla e farlo abusivamente, dovrebbe averlo anche per demolirla. Perché il costo di chi si muove illegalmente deve ricadere sulla collettività e magari anche sulle spalle di chi costruisce seguendo tutte le procedure burocratiche e in regola con le leggi? L’ennesima ingiustizia di un paese che troppo spesso deve pagare per i furbi.
(MS)