martedì 29 ottobre 2019

Regionali umbre e M5S


Le elezioni umbre sono state uno sfacelo per il M5S. Persino il Pd ha preso molti più voti, segno che i cittadini hanno preferito votare l’originale piuttosto che la brutta copia.
Fa sorridere ora Conte che reputa le regionali senza valore perché, se fosse satto il contrario, il valore lo avrebbero eccome. Ed è patetico Di Maio che ora si rammarica dell’alleanza col Pd, ma non si vergogna dopo aver tradito gli italiani? E, in linea col loro “capo” Grillo,  gli elettori grillini sui social  insultano chi non vota M5S dandogli del mafioso, ladro, disonesto, ecc.

A parte che i disonesti ci sono ovunque e insultare è solo segno di poca saggezza, non si governa solo con l’onestà ma anche con la competenza e la coerenza, cose che al M5S mancano totalmente (esattamente come agli altri).

Invece di ergersi agli unici paladini della giustizia assomigliando sempre più a una dittatura, tutto il M5S si dovrebbe fare un esame di coscienza e capire che nel tempo hanno venduto tutti i loro ideali per una misera poltrona, hanno cambiato tutti i loro obiettivi per assecondare l’Europa, le ong, Confindustria, ecc. Hanno sbagliato su tutti i fronti e allearsi col Pd è stata solo la ciliegina sulla torta.
(pubblicato in parte su Libero del 30 ottobre 2019)

martedì 15 ottobre 2019

Ambiente, troppe incongruenze


In queste settimane si parla tanto di “green”, di inquinamento, di  rifiuti, di energia, ecc. Ognuno di noi può fare qualcosa per l’ambiente comportandosi in maniera civile. Ma anche le aziende dovrebbero smettere di andare in senso opposto al risparmio.
 
Perché le bollette sono di 2/3 fogli spesso quasi vuoti quando anni fa ne bastava uno? Stessa cosa per gli estratti conto bancari di 8/10 pagine.
Perché si costruiscono apparecchi e elettrodomestici che non si possono più spegnere completamente? Perché le confezioni alimentari sono sempre più complesse tra polistirolo, plastica e carta? E questo vale anche per tanti altri imballi, ad esempio quelli dei toner delle stampanti.
Perché i registratori di cassa emettono scontrini sempre più lunghi con dati inutili per l’acquirente e spazi vuoti?
 
La lista degli sprechi è lunga e dà l’idea che, mentre da una parte si parla tanto di “green” (che spesso vuole dire nuove tasse e ulteriori disagi per i cittadini), dall’altra ci si muova in senso opposto al buon senso.
(Pubblicato su Libero del 16 ottobre 2019)

lunedì 30 settembre 2019

L'eterna "minaccia" dell'aumento Iva


Tutti gli anni, quando vi è da fare la manovra economica, ci ritroviamo puntualmente la “minaccia” dell’aumento dell’Iva per le perenni clausole di salvaguardia che non scadono mai.
 
A parte che con il nuovo governo Conte 2 che si dice tanto “non tasse” forse alcuni beni raddoppieranno l’iva dal 4% al 8% con un aumento del 100%, sembra quasi uno spauracchio per poi aumentare altro.
Con la scusa di non aumentare l’iva poi si mettono tasse altrove (che pagano sempre i soliti) o si tolgono servizi. Questa nuovo inciucio tra il Pd e il M5S (che si è adeguato benissimo ai diktat europei e immigrazionisti piddini) si sta dimostrando la solita minestra riscaldata con qualche ingrediente nuovo grillino che pensa solo a prendere in giro i cittadini con false promesse e inutili decisioni ma è ben lontano dall’emanare leggi severe (in primis il carcere) per gli evasori che ogni giorno, evadendo quando dovuto allo Stato, succhiano risorse ai servizi e vivono sulle spalle dei cittadini che versano le imposte, principalmente dipendenti e pensionati ( gli unici che non possono evadere).

Tutto cambia perché nulla cambi ma anzi peggiori.
(MS)

mercoledì 11 settembre 2019

E' nato il governo M5S-Pd....


Dopo la fuga di Salvini dal governo forse sperando in un voto improbabile (Mattarella non avrebbe mai mandato al voto gli italiani in questo momento), è nato lo scontato governo M5S-Pd tanto desiderato dall’Europa, dalle elite e da vari giornalisti e commentatori di parte.

Si è persa così l’unica possibilità di un governo contro corrente che aveva provato a smuovere qualcosa nel solito paesaggio politico sempre dalla parte delle banche, dei ricchi e dell’immigrazione incontrollata. Il M5S, pur di non perdere le poltrone, si è subito adeguato a fare un governo con coloro che fino al giorno prima erano i nemici numero uno. Ha tradito molti dei suoi elettori che ora prendono le distanze da questo “inciucio” già calcolato, in vista della crisi di governo, da tempo.

E il premier Conte, dopo aver giurato che il precedente sarebbe stato  il suo unico esecutivo, naturalmente si è subito ripreso il suo posto ben contento di liberarsi dello scomodo Salvini. I vecchi ideali del M5S sono finiti nella pattumiera insieme alla speranza di cambiamento di tanti italiani, almeno di quelli che ancora, forse ingenuamente, credono nella possibilità di una politica pulita e dalla parte dei cittadini.
(Pubblicato su Libero del 12 settembre 2019)
(MS)

sabato 10 agosto 2019

Governo in crisi, nessuno pensa al paese

In seguito al delirio di onnipotenza dopo il risultato europeo e alla fuga dalle responsabilità di governo di Salvini, peraltro non sue ma di Conte, tutti esultano.
I leghisti festeggiano perché si sono liberati del M5S e sperano di andare al governo più forti ma non hanno capito che Mattarella non manderà al voto il paese proprio per evitarli. 
I grillini, dopo aver dimezzato il proprio consenso per le troppe promesse disattese o per aver fatto addirittura il contrario di quanto sempre sostenuto, sono contenti di essersi liberati dell'alleato col quale loro stessi si sono messi e sperano di tornare all'opposizione, posizione molto più comoda e dai consensi molto più facili. Il PD, dopo aver aspettato il passaggio dei cadaveri giallo-verdi e nonostante i sondaggi lo diano sotto il 20%, spera di tornare a votare e riesuma persino lo 'statista' Renzi.
I soliti odiatori sui social si insultano a vicenda perché tutti pensano di avere la verità in tasca.
Nei Talk Show, che purtroppo non vanno in ferie nemmeno in agosto e si inventano già gli 'speciali', giornalisti e personaggi vari incolpano il governo pure dello spread alto e dei mercati in ribasso quando si sa che questi si muovono per ben altri interessi e naturalmente, tutti 'esperti' di politica, tirano ognuno l'acqua al proprio mulino.
I cittadini si accapigliano sulla Tav che mai si farà e non si rendono conto dei 'cetrioli' che ci aspettano nei prossimi mesi.
In tutto questo caos nessuno pensa al bene del paese. Nessuno capisce che solo l'Italia ci perde perché cade l'unica possibilità di avere un governo diverso dai soliti 'politicamente corretti' che si sono succeduti in precedenza e che hanno fatto solo gli interessi delle banche, delle elite e dell'Europa.
Il paese avrebbe bisogno di stabilità e di scelte serie e coraggiose ma si ritrova nella solita bagarre politica.
Oltre alle coop e alle ong, l'unico che ci guadagna sarà l'assenteismo quando finalmente potremo tornare a votare perché la fiducia nella politica è sempre più vicina allo zero.
(MS)

lunedì 29 luglio 2019

Tante polemiche ma i reati??


Le polemiche su uno dei due americani che hanno ucciso il carabiniere che pare sia stato bendato per qualche minuto da chi lo ha arrestato ha destato tanto scandalo ma la sensazione che molti provano è sempre quella che in Italia si cerchi sempre di scusare i reati e persino gli omicidi sviando l’attenzione con “soprusi” che in altri stati sono all’ordine del giorno.
 
Persino gli americani si sono scandalizzati per questa foto quando le loro forze dell’ordine hanno sistemi ben peggiori dei nostri per arrestare i delinquenti compreso l’uso di manganelli e armi, cosa che se succede in Italia finisce nei guai il poliziotto.
 
Certo, a volte le forze dell’ordine usano la loro divisa in modo arrogante o sbagliato, ma le leggi italiane e la nostra magistratura sono troppo garantiste nei confronti di personaggi che hanno commesso gravi reati o addirittura ucciso qualcuno anche quando il reato è già stato appurato e confessato.  
E’ brutto avere sempre la sensazione che in questo paese l’onestà non paga mentre i delinquenti, in qualche modo, la scampano sempre o hanno le pene ridotte in maniera vergognosa.
(MS)

venerdì 19 luglio 2019

Bibbiano, crimini orrendi di cui si parla troppo poco


Mentre tutta l’informazione è concentrata sulla politica e sulle liti di governo, continuano le denunce a Bibbiano sui figli “rapiti” ai genitori per darli in affido ad altri.
L’ultimo caso a Sant’Ilario parla di due bambini di 2 e 5 anni tolti ai genitori con l’accusa di presunti abusi sessuali e portati  a 80 chilometri di distanza. Su questi fatti sta calando troppo silenzio, forse non ci si rende conto della gravità della situazione e di quante famiglie ormai siano coinvolte.
 
E non ci si rende conto della gravità dei crimini commessi da questi personaggi dei servizi sociali e questi “psicologi” senza scrupoli che fanno del male ai bambini privandoli dei loro genitori, delle loro sicurezze e dei loro affetti per essere mandati come pacchi postali da sconosciuti. E del male che fanno ai genitori ai quali vengono sottratti i figli senza alcun motivo e spesso facendogli pure fare anni di galera ingiustificata. Per questi crimini non dovrebbe esserci pietà, chi è coinvolto dovrebbe avere l’ergastolo. Ma purtroppo, sempre ammesso che si arrivi a sentenza, difficilmente sarà così.

(MS)

mercoledì 17 luglio 2019

Con il voto europeo il M5S ha tradito gli italiani


Bisogna fare i complimenti al M5S che ancora una volta va contro i propri vecchi e dimenticati ideali votando in massa per la gran europeista Ursula von der Leyer.

Evidentemente non si ricordano più le piazze di Beppe Grillo contro la Ue e tanto meno il volere degli italiani e il loro disappunto per questa Europa che ci rende schiavi. Sono orgogliosi di aver votato evitando “una crisi istituzionale senza precedenti in Europa”. Complimenti, avranno evitato la crisi ma hanno tradito il voto del 26 maggio più di quello che già non abbiano fatto da quando sono al governo.
(MS)

mercoledì 10 luglio 2019

I miei nonni, tanti ricordi



Dei miei nonni materni non ho molti ricordi, il nonno è morto l’anno che sono nata e mia nonna ha visto morire due figlie giovani, tra le quali mia madre,  dopo lunga malattia e questo le ha fatto perdere gran parte della ragione. Invece dei mie nonni paterni ho tanti bei ricordi.
 
Il nonno che, seduto nel suo sdraio mentre fumava, mi raccontava le sue storie di guerra e di lavoro. La nonna, un po’ severa ma buona, per la quale il figlio non mangiava mai abbastanza ed era sempre troppo magro.
 
Ricordo la gita annuale con la nonna a Padova per Sant Antonio al quale lei era devota. Si partiva in treno e, dopo la visita alla chiesa e la messa, si andava nel chiostro a mangiare le crescentine con il prosciutto preparate da lei il giorno prima, il momento più bello della giornata per me. Ricordo il loro bagno senza vasca né doccia e la “catinella” appesa al muro che usavano poi a turno per lavarsi vicino alla stufa.


Ricordo il momento del segnale orario, si accendeva la radio qualche minuto prima e mio nonno, con l’orologio da tasca in mano, stava pronto a sistemarlo per poi farlo con tutti gli orologi di casa, compreso il bel pendolo che mi faceva sobbalzare ogni volta che suonava. Ricordo l’acquisto della loro prima televisione e la loro paura di tenere sempre troppo alto il volume e disturbare i vicini o di consumarla tenendola accesa più di poche ore.
E il telefono con il “duplex”, quando per telefonare dovevi attendere che il vicino con il quale lo avevi in “società” finisse la telefonata. Ricordo la disperazione della nonna alla morte del nonno, 60 anni passati insieme lasciano un vuoto enorme a chi rimane. Non ho ricordi eclatanti o particolari (a parte quelli tristi dopo la morte di mia madre) ma tanti piccoli momenti che mi riempiono di nostalgia e sono testimoni di una vita passata molto diversa da quella forse troppo tecnologica attuale. Una semplicità di vivere che si è persa nel tempo con il benessere in crescita di fine secolo e tanti valori che, soprattutto nelle persone più giovani, si stanno tuttora perdendo. Cari nonni, vi porterò sempre nel cuore.
(MS)

mercoledì 3 luglio 2019

Carola può violare le leggi ma gli italiani no

Dopo lo scontato (in Italia) annullamento dei domiciliari per Carola Rackete e la sua immediata liberazione ci si fanno molte domande.

Secondo il gip di Agrigento non vi è il reato di resistenza e violenza a nave da guerra perché la Guardia di Finanza non è un soggetto militare, non vi è il reato di resistenza a pubblico ufficiale perché la "capitana" avrebbe agito per salvare vite umane in mare e per giunta ha ritenuto il porto di Lampedusa tappa obbligatoria (dopo due settimane in mare!) perché i porti della Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti sicuri anche se la Farnesina non ha sconsigliato i nostri turisti a fare vacanze in Tunisia.
Ovviamente la faccenda non si chiude con la liberazione di Carola e vi sarà un processo ma è facile immaginare che non verrà accusata di nulla e magari saranno le nostre forze di sicurezza a essere incolpate per non averla lasciata passare. In Italia, quando si tratta di (in)giustizia c'è da aspettarsi di tutto.
Allora ci si chiede se anche un comune cittadino italiano possa tranquillamente proseguire dritto ad un alt della Polizia o ad un controllo della Guardia di Finanza perché non vi sarà nessuna conseguenza penale e civile.
Sicuramente la risposta sarebbe negativa quindi al cittadino resta solo una certezza: ancora una volta la legge non è uguale per tutti e ancora meno lo è per chi viene da altri paesi che può tranquillamente infischiarsene delle nostre regole.
(MS)

lunedì 1 luglio 2019

L'arroganza delle ong è insopportabile


E’ diventata ormai insopportabile l’arroganza delle ong che vogliono portare a tutti i costi gli immigrati in Italia addirittura infrangendo la legge e fregandosene degli stop delle autorità italiane.
Ovviamente è ormai palese che queste organizzazioni lo fanno per interessi economici e politici e non certo perché importi loro qualcosa delle vite umane che hanno a bordo. Ed è palese come tutti gli stati europei siano bravissimi a insultare l’Italia se cerca di fermarle ma ovviamente nessuno di loro si rende disponibile a prendersi l’onere dei “naufraghi”. Ed è palese come vi sia un interesse di destabilizzare ulteriormente il nostro paese.
E ancora più insopportabile è vedere l’ipocrisia di alcuni politici, scrittori, giornalisti e personalità varie (tutte ovviamente ricche e ben lontano dai problemi che porta l’immigrazione) nel voler imporre agli italiani gli sbarchi continui appoggiando pure l’illegalità di chi viola le nostre leggi.


Per non parlare di quei personaggi che sono saliti sulla nave per farsi poi ovviamente fotografare dai media in tutta la loro ipocrisia. Sarebbe stato bello vederli mobilitarsi tanto per i terremotati o i nostri poveri che dormono in auto o in strada.
Si spera che ora la “capitana” sarà punita dalla magistratura come merita per il suo comportamento e che quella nave sia sequestrata e messa fuori uso per sempre perché altrimenti passerebbe il messaggio che chiunque venga in Italia può tranquillamente violare le nostre leggi (cosa che viene già  fatta a sufficienza comunque) mentre gli italiani (almeno gli onesti) tutti i giorni hanno a che fare con leggi, cavilli, burocrazia spesso inutile e costosa per ogni minima cosa e devono rispettare il tutto in ogni minimo dettaglio per non subire conseguenze o multe pesanti. Tutta questa arroganza nel non rispettare il volere di gran parte dei cittadini sta diventando veramente intollerabile.
(pubblicato su Libero del 2 luglio 2019)
(MS)

 

giovedì 6 giugno 2019

Csm, la conferma di quello che molti pensano


Con tutto ciò che sta succedendo dentro al Csm viene confermato quello che molti cittadini pensano da tempo, troppo spesso la magistratura sembra essere politicizzata se non addirittura corrotta.

La sensazione che alcune inchieste partano propri nei momenti politici più delicati o sotto elezioni, la discutibilità di alcune sentenze molto pesanti per alcuni o estremamente leggere per altri, la poca voglia di punire reati anche gravi se commessi da determinate “categorie” troppo protette, ha fatto perdere da tempo la fiducia nella magistratura che oltretutto è sempre troppo lunga nel risolvere le cause.

Ovviamente non tutta la magistratura, si spera, sarà così, ma sicuramente, nei grandi reati come anche  nei “piccoli”, si ha spesso la sensazione che la legge  non sia uguale per tutti e che troppo spesso i colpevoli rimangono impuniti e liberi di delinquere ancora a scapito delle persone danneggiate che oltre al danno hanno la beffa; e facendo arrabbiare le persone oneste che  arrivano a pensare che in questo paese l’onestà non paga.
(Pubblicato su Libero del 7 giugno 2019)
(MS)

martedì 4 giugno 2019

Non si riescono a fermare i call-center che disturbano

Un passo in avanti che nei fatti si trasforma in un nuovo stop. Questa la parabola della nuova legge contro il telemarketing approvata un anno e mezzo fa ma che ancora non riesce a vietare le chiamate indesiderate a tutte le ore, di giorno e di notte, per estorcere contratti di cui non si hanno ben chiare informazioni, clausole e prezzi.
Un martellamento da cui nessuno si salva e bollato dal garante delle Privacy come “molestia”, visto che da anni insidia la vita degli italiani costretti a subire un marketing selvaggio e aggressivo senza poter fare nulla per impedirlo. L’ Autorità che vigila sulla privacy ha, infatti, dato l’ ok al nuovo regolamento del Registro pubblico delle opposizioni che consentirebbe a oltre 117 milioni di utenze telefoniche – numeri fissi e cellulari – di liberarsi dalle chiamate commerciali e dalla ricezione della posta cartacea indesiderate.


Ma è un sì condizionato: il testo contiene diverse indicazioni pratiche, ma sostanziali, che il ministero dello Sviluppo economico deve apportare pena l’ entrata in vigore di una rivoluzione che da anni si aspetta e che dovrebbe finalmente liberare gli italiani dall’ assillo delle telefonate e consentire agli addetti ai call center di lavorare con le giuste tutele, uscendo fuori dal precariato e rilanciando un settore importante per la tenuta economica del Paese, alle prese però con aziende logorate da una guerra di prezzi che è andata a scapito della qualità del servizio e degli investimenti in innovazione.
Per estendere la possibilità di iscrivere al Registro delle opposizioni anche i numeri di telefonia mobile e i numeri riservati, o non presenti negli elenchi telefonici pubblici, il Garante in primo luogo ritiene che sia necessario precisare ulteriormente che l’ iscrizione al Registro comporta automaticamente l’ opposizione a tutti i trattamenti a fini promozionali, da chiunque effettuati, con la revoca anche dei consensi manifestati in precedenza.
Su questo specifico punto, l’ Autorità chiede di eliminare ogni riferimento alle categorie merceologiche degli operatori che potrebbero generare dubbi interpretativi e alimentare il contenzioso. Si potrebbe infatti dire “no” al telemarketing delle società di luce e gas e acconsentire a quelle di telefonia. La richiesta è anche di valutare l’ opportunità che nel Registro possano confluire tutti gli indirizzi postali indicati dai contraenti, anche quelli non presenti negli elenchi telefonici.
Poi, per rendere più esplicito l’ obbligo della norma ed evitare comportamenti non corretti, il Garante suggerisce al Mise di prevedere in caso di illeciti, una responsabilità della società “non derogabile contrattualmente in concorso o in solido” con i call center che hanno effettuato e gestito la chiamata promozionale.


Una strada dell’ inferno lastricata di buone intenzioni e che, soprattutto, dilata ancora di più i tempi di attuazione del Registro. Il regolamento contro il telemarketing selvaggio deve, infatti, essere riscritto per ottenere l’ ok dal Garante e poi va inviato al Mise che lo trasmetterà al Consiglio dei ministri per l’ approvazione definitiva, calcolando che fino ad ora il testo è già stato visionato dall’ Agcom e dalle commissioni Lavori pubblici di Senato e Camera che lo hanno approvato. Poi, una volta approvato, il testo va trasmesso alla Fondazione Bordoni, che su incarico del ministero dello Sviluppo economico gestisce il Registro delle opposizioni, affinché riorganizzi la gestione delle iscrizioni. Insomma, un iter che in termini di tempo significa almeno un altro anno.
Nel frattempo anche l’ altra novità entrata in vigore a inizio maggio è praticamente azzoppata: la possibilità di iscrivere al Registro anche gli indirizzi postali (con l’ eccezione dei volantini che non sono intestati e che continueranno ad arrivare) è possibile solo per chi è già iscritto al Registro, vale a dire 1.539.070 persone. Un’ arma ovviamente spuntata che ha fatto aumentare le violazioni amministrative contestate dal garante della Privacy: nel 2018 sono state 707, per lo più concernenti il trattamento illecito di dati e il telemarketing, e hanno fatto incassare oltre 8 milioni 160 mila euro, circa il 115% in più rispetto all’ anno precedente.
L’ ultima sanzione, in ordine di tempo, è stata inflitta l’ altro ieri: si tratta di una multa di 2.018.000 euro ad una società che aveva svolto, tramite un call center albanese, attività di telemarketing e teleselling per conto di una azienda del settore energetico. La Guardia di finanza, a seguito di un’ ispezione, aveva accertato che la società, oltre a non aver reso alcuna informativa alle persone contattate, non aveva richiesto come previsto il consenso al trattamento dei dati personali per finalità di marketing.
(fonte il fatto q.)

mercoledì 29 maggio 2019

Ormai si licenziano le persone via sms


Quanto è successo ai lavoratori, ai clienti e ai fornitori del Mercatone Uno è vergognoso. Comunicare con un sms ai lavoratori che il mattino dopo non avrebbero più dovuto aprire i negozi per fallimento (incredibilmente comunicato su Facebook) non solo denota la completa indifferenza per le tante famiglie coinvolte ma è anche piuttosto patetico. E per di più i clienti che hanno versato acconti per mobili che non riceveranno mai sono stati vergognosamente gabbati come i fornitori che non verranno pagati.


Ora si aprirà il solito inutile tavolo di trattative che non porterà pressoché a nulla. Ovviamente i segnali c’erano tutti visto i precedenti passaggi di gestione e i negozi poco frequentati,  il Mercatone Uno ormai era un bazar con tutto e niente a prezzi elevati e scarsa qualità, ma da qui ad arrivare al licenziamento via cellulare  ce ne passa. Nel mondo del lavoro stiamo perdendo ogni diritto, rispetto e dignità con il supporto dei sindacati che nulla fanno per aiutare i lavoratori.
(pubblicato sul Il Fatto Q. del 30 maggio 2019)

(MS)

martedì 28 maggio 2019

Sicuro che il Fatto dia il consiglio giusto al M5S?


 
Leggendo la posizione del Fatto di oggi si rimane basiti (anche se non meravigliati). Consigliare al M5S di tornare all’opposizione per recuperare voti è tristissimo.

Certo, sarebbe molto più facile tornare a sparare contro al governo di turno, sia per il M5S che per il Fatto, ma qualcuno pensa al paese o solo ai successi elettorali?


Oltre al fatto che queste erano lezioni europee che non cambiano la situazione italiana oggettiva se non dal punto di vista politico, che conseguenze porterebbe la caduta di questo governo? Tempo perso per attendere nuove elezioni (sempre che ci facessero tornare a votare e non ci rifilassero un governo tecnico, di scopo o altre boiate simili), soldi sprecati mentre il paese tracolla e ingovernabilità comunque visto il tripolarismo.

Se il M5S lascia ora dimostra solo vigliaccheria e nessun interesse per il paese ma solo per i voti. Ha preso un impegno, ora ha preso una bastonata  ma ci rifletta sopra e impari dai suoi errori invece di fuggire, sarebbe troppo facile scappare nel momento di difficoltà.
E poi per lasciare in mano il paese al Centrodestra o al Pd?

Quello del Fatto pare solo un consiglio interessato (non richiesto) per la loro posizione palesemente grillina-piddina. E un modo per fare giornalismo molto più facile che l’attuale.

 
 
I giornalisti, di tutti i quotidiani e tv, invece di dare consigli non richiesti, dovrebbero provare  a fare un giornalismo meno di parte, più rispettoso del voto di tutti senza insultare chi ha altre idee e senza indirizzare i lettori verso qualche aprte poltiica dicendo solo le verità che fanno comodo e se non addirittura falsità.
(MS)

lunedì 27 maggio 2019

Di Maio si faccia un esame di coscienza


Dopo la grande perdita di consenso verso il M5S dalle politiche di un anno fa alle europee di oggi, Di Maio si sente penalizzato da chi non ha votato. Forse farebbe meglio a non cercare scuse e a farsi un esame di coscienza. Se ha perso ulteriori voti persino nelle ultime 2 settimane (gli ultimi sondaggi giravano intorno al 20-22%) a vantaggio anche del Pd in parte è dovuto alla brutta  campagna elettorale fatta “copiando” le idee di quest’ultimo (piuttosto invise da gran parte dei grillini).


A questo punto parte degli elettori ha preferito votare l’originale piuttosto che una brutta copia. Il M5S paga la mancanza di coerenza nelle idee da quando è nato e le troppe promesse non mantenute. E forse anche i troppi insulti rivolti alla parte politica con cui lui stesso si è alleato, cosa molto comune anche al suo elettorato che ha ben poco di democratico verso chiunque non abbia la stessa idea politica. Governare è ben diverso che stare all’opposizione dicendo sempre “no”.
Quando si governa non basta l’onestà, ci vogliono i fatti e bisogna risolvere i problemi invece di perdere tempo a litigare e stando in perenne campagna elettorale. Questo vale anche per la Lega. Si spera che ora tutti riprendano a lavorare per il bene del paese. A perdere altri consensi si è sempre in tempo.
(Pubblicato su Libero del 28/05/19)
(MS)
 

mercoledì 15 maggio 2019

Il governo discute e non fa i decreti attuativi

Mentre si assiste ai sempre più penosi battibecchi fra i due vice-premier per alzare o recuperare voti in vista delle europee, il governo si paralizza e non emette  i decreti attuativi necessari per rendere esecutive le riforme approvate con la legge di bilancio.

Mancano all’appello più dell’80% dei decreti che servirebbero, dall’organico del personale giudiziario all’anagrafe nazionale vaccini, dall’assunzione di ricercatori alla riduzione delle liste d’attesa sanitarie.

Insomma il governo si fa bello dell’approvazione di norme sicuramente giuste ma poi non fa il necessario per metterle in pratica rendendole di fatto inutili.
Questo dimostra una volta di più come la politica, tutta, pensi ben poco al paese e molto di più al proprio potere e al consenso elettorale. Peccato che senza i fatti quest’ultimo poi finisce.
(Pubblicato su Libero del 16 maggio 2019)
(MS)

martedì 7 maggio 2019

Ma perchè salviamo ancora Alitalia?


L’ultima decisione del Governo per salvare Alitalia è prendere i soldi dalla Cassa dei servizi energetici ambientali con il rischio di far lievitare ancora di più le bollette dell’energia elettrica per le quali, oltretutto, era stato promesso di rivedere i vergognosi oneri di sistema che pesano in maniera esagerata sui costi dei cittadini ma che naturalmente non è satto fatto.


Il Fatto Quotidiano
 
Dopo i vari salvataggi del carrozzone Alitalia degli anni passati che sono serviti solo a prolungare l’agonia di un’azienda ormai palesemente fallita e ad arricchirne i dirigenti, ci si chiede quando smetteremo di pagare per questo pozzo senza fondo diventato troppo oneroso per le nostre tasche e che rende quest’azienda

privilegiata rispetto a tante altre  che ogni giorno chiudono i battenti per la crisi e perché lo Stato, invece di aiutarle, le ostacola in ogni modo.
(Pubblicato su Il Fatto Q. e Libero del 8 maggio 2019)
(MS)

 

martedì 9 aprile 2019

Nessuno vuole fermare gli evasori

L’articolo del direttore Marco Travaglio sull’evasione fiscale è impeccabile ma purtroppo nessun governo passato, presente e, probabilmente, neppure futuro ha mai fatto e mai farà nulla di concreto e serio per combattere l’evasione fiscale.

Tralasciando il fatto che a volte ad evadere sono proprio i governanti (come nel caso di B.), evidentemente nessuno vuole perdere i voti degli italiani evasori che spesso sono uomini di potere o grandi imprenditori.


Ovviamente poi evadono anche categorie minori come commercianti o piccoli imprenditori; praticamente gran parte di chi non ha ritenute alla fonte trova il modo di evadere se non proprio tutto, almeno in parte, le tasse dovute. E’ risaputo infatti che gran parte del gettito Irpef è dato da dipendenti e pensionati, le uniche categorie di lavoratori che non possono evadere e che si ritrovano a versare mezzo stipendio o pensione allo Stato.


Questa è una grande ingiustizia e una vergogna che andrebbe affrontata con leggi severe (senza “sgravi” o “soglie di non evasione” per nessuno), controlli serrati e prigione per gli evasori più incalliti. Inutile illudere gli elettori con promesse di abbattimento delle soglie Irpef, nessuno lo farà mai perché queste andrebbero ad incidere positivamente anche su dipendenti e pensionati che invece i governi vogliono spremere fino all’osso perché hanno la sicurezza dell’incasso.
(pubblicato su Il Fatto Q. del 10 aprile 2019)
(MS)

giovedì 4 aprile 2019

Fare i propri comodi e dare del razzista


Ultimamente non si può più criticare un immigrato o un rom, pur se delinque, che subito si viene tacciati di razzismo.
 
L’ultimo esempio è la protesta dei cittadini di Roma davanti alla prospettiva di avere un campo rom sotto casa. Tutti coloro che non sono ipocriti sanno benissimo di quali espedienti vivono la maggior parte di queste persone ma è troppo comodo fare i propri comodi o delinquere e tacciare le persone oneste (quelle che oltretutto gli pagano pure le utenze, visto che costoro, con la scusa di essere “nomadi” vivono a sbafo dei comuni) di razzismo. Non se ne può più.
 
Poi ci si meraviglia se Salvini cresce nei sondaggi al di là di quello che concretamente fa per questi problemi. Oltre al danno pure la beffa di sentirsi discriminati e offesi in casa propria. Ovviamente chi accusa di razzismo spesso vive ben lontano dalle zone periferiche delle città dove questi problemi sono molto sentiti e reali. Sarebbe ora di tenere in considerazione anche la voce dei cittadini stanchi, vessati e arrabbiati per situazioni di degrado e “piccola” criminalità  (ma non per chi la vive) invece di difendere sempre e solo le categorie “deboli” che di debole spesso non hanno proprio nulla.

(MS)

giovedì 28 marzo 2019

Perchè non unire le elezioni? Risponde il Fatto Q.


Pongo, da profana, una domanda forse inutile. Ma non sarebbe possibile fare una normativa per cui le elezioni comunali o regionali siano nello stesso giorno? Bisognerebbe la prima volta accorciare il periodo in carica di qualche giunta ma poi si andrebbe a regime.

Perché con queste continue elezioni distribuite nell’arco dei mesi i partiti, invece di pensare ai problemi del paese, sono in perenne campagna elettorale, tutti pensano solo come guadagnare voti con promesse puntualmente disattese e lasciano inevase le varie problematiche da affrontare, senza contare quanto ci stressano sui giornali e in televisione con le promesse prima e le “vittorie” (o presunte tali) dopo.
(MS)


Risponde Salvatore Cannavò sul Fatto Quotidiano del 28/03/19

Cara Monica,
in realtà la legge esiste già (anzi, nella tipica forma legislativa italiana ne esistono diverse) e infatti il governo ha dato via pochi giorni fa all’election day il 26 maggio, data delle Europee, con un apposito provvedimento che accorpa nella medesima data l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali, “nonché l’elezione dei consigli circoscrizionali da tenersi nel periodo compreso tra il 15 aprile e il 15 giugno”. Dopo il 26 maggio si voterà poi, all’eventuale turno di ballottaggio, il 9 giugno”. E allora, si chiederà, perché in Basilicata si è votato a marzo e così anche in Abruzzo e Sardegna e si voterà, ancora, a fine anno in Emilia Romagna? Perché, se la legge 15 luglio 2011 n. 111, recita che “le consultazioni elettorali per le elezioni dei sin- daci, dei presidenti delle Province e delle Regioni, dei Consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, si svolgono, compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un’unica data nell’arco dell’anno”, la legge 2 luglio 2004 n. 165 dice anche che “le elezioni dei nuovi consigli hanno luogo non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio”.

Quando scade la legislatura di un Consiglio si deve votare, in- somma, e infatti il Tar della Basilicata ha accolto un ricorso del M5S che ha chiesto di non far slittare il rinnovo del consiglio regionale, in una regione in cui la giunta era indagata, fino alle Europee di maggio ma ha imposto il voto il 24 marzo. Questo non toglie, come lei scrive, che la classe dirigente politica potrebbe fare uno sforzo in più per gli accorpamenti e che il balletto della propaganda elettorale fatta ogni giorno dell’anno sia diventato indigesto.
 

martedì 26 marzo 2019

Il Pd continua nei suoi errori


Anche in Basilicata il Pd continua a perdere voti. L’arrivo di Zingaretti evidentemente non ha dato linfa al partito. Pur trattandosi di elezioni regionali, è chiaro che il voto è lo specchio del paese. Il Pd continua negli stessi errori, va a ripescare persone della vecchia politica che già hanno dato e di cui si ricordano i danni. Inoltre continua nel suicidio politico continuando ad appoggiare l’immigrazione e proponendo nuovamente lo ius soli.

Forse, oltre a voler aiutare cooperative e ong che sull’immigrazione ci lucrano e contano sul Pd per continuare a farlo, il partito è alla disperata ricerca di voti facili e spera, illudendosi,  nell’immigrato. La sinistra continua così, insieme ad alcuni giornali e tv che incolpano Salvini di ogni fatto negativo (persino giustificando un personaggio come il senegalese sequestratore di bambino),  a regalare voti alla Lega. Complimenti perché non hanno ancora niente di cosa chiedono i cittadini stanchi e delusi.

(MS)

venerdì 22 marzo 2019

Il M5S deve stare in guardia

La brutta faccenda di Marcello De Vito del M5S, arrestato per corruzione, dimostra che nessuno è immune dal sistema marcio italiano.
Quando i numeri diventano grandi, come nel caso del M5S negli ultimi anni, e le persone sono “pulite” nel momento in cui vengono elette o nominate, è difficile sapere in anticipo chi potrà farsi influenzare dal “sistema” o chi addirittura si infiltrerà nel movimento per rovinarlo.


E quindi anche il M5S ha le sue mele marce ma almeno, a differenza degli altri partiti, li espelle se e quando vengono scoperti. Molto difficile che non vi saranno altri casi nel tempo, la politica ha sempre rovinato parecchie persone attratte dal denaro facile o da poltrone ben pagate. E’ importante affrontare queste problematiche in modo duro per scoraggiare altri a comportarsi nella stessa maniera.

Il M5S ha quasi tutta l’informazione contro e un’opposizione molto accanita nel cercarne gli errori, governare è molto più difficile che stare all’opposizione dove tutto appare possibile in maniera facile, l’attenzione deve sempre rimanere molto alta.
(MS)

giovedì 21 marzo 2019

Il M5S caccia i furbi, gli altri partiti li premiano

A leggere le intercettazioni che hanno portato all’arresto di Marcello De Vito si resta spiazzati. Vacilla la bandiera dell’onestà, senza ombra di dubbio il vessillo più riconoscibile dei Cinque stelle.

Eppure, al contrario di chi dalle opposizioni stupidamente accusa i pentastellati di essere uguali a tutti, cioè a loro, e in questo lasciandosi andare a un’ammissione di colpa neanche troppo implicita, resta una differenza siderale e che, per dovere di cronaca, è doveroso riconoscere: Luigi Di Maio ha immediatamente espulso De Vito dal Movimento, specificando che il suo stesso comportamento offende quanto costruito in questi anni.


Le domande sorgono spontanee: Matteo Renzi ha mai fatto una cosa del genere? Matteo Salvini? Giorgia Meloni? Silvio Berlusconi? Avrà un simile comportamento Nicola Zingaretti? La risposta è nelle storie, passate e presenti, dei tanti indagati, imputati, condannati e pregiudicati che nei vari partiti hanno sfilato restando comodamente seduti ai loro posti (spesso di comando). L’elenco, come si può immaginare, è elefantiaco. Per comodità, dunque, ci fermeremo a chi siede negli scranni parlamentari in questa legislatura.

Cominciamo da chi ha sul groppone, suo malgrado, una condanna in via definitiva. Non si può non partire da Silvio Berlusconi che, pur non essendo parlamentare, tiene in mano le redini di Forza Italia, e da Umberto Bossi, attuale senatore e fondatore del Carroccio. Tra i condannati in via definitiva spicca pure il senatore forzista Paolo Romani, ex candidato di Berlusconi alla presidenza del Senato, sul cui groppone pesa una condanna definitiva a un anno e 4 mesi per peculato. Ma la lista, ovviamente, è molto più lunga. A Palazzo Madama siede anche il berlusconiano doc Salvatore Sciascia, condannato a 2 anni e mezzo per le tangenti alle Fiamme Gialle. A Montecitorio invece siedono Vittorio Sgarbi, condannato in via definitiva per truffa ai danni dello Stato (per tre anni avrebbe disertato il suo ufficio alla Soprintendenza di Venezia), e Antonio Minardo, condannato a otto mesi per abuso d’ufficio.


La lista di chi ha problemi con la giustizia, però, è decisamente lunga. Cominciamo dalla Lega. Per lo scandalo rimborsopoli in Piemonte sono fioccate condanne in primo grado per il capogruppo leghista a Montecitorio, Riccardo Molinari (11 mesi) e il membro della commissione Vigilanza Rai Paolo Tiramani (1 anno e 5 mesi). Per la stessa ragione è stata condannata anche la meloniana Augusta Montaruli (1 anno e 7 mesi). Se saltiamo dal Piemonte alla Liguria, ecco che troviamo per un altro scandalo rimborsopoli il sottosegretario Edoardo Rixi, per cui la procura ha chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi. Stessa sorte per il senatore ed ex presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone. La sentenza è attesa per fine maggio.

Per lo scandalo delle “spese pazze” alla Regione Lombardia va anche peggio: un anno e 8 mesi per Massimiliano Romeo, attuale capogruppo della Lega al Senato. Condannati anche i due ex consiglieri, oggi deputati, Jari Colla e Fabrizio Cecchetti. Nell’elenco c’è anche Cinzia Bonfrisco, accusata di corruzione e associazione a delinquere nell’inchiesta sul Consorzio Energia Veneto. Se restiamo nelle file leghista del Governo, non c’è solo Rixi ad avere guai con la giustizia. A proposito di sottosegretari, non si può non menzionare, Armando Siri, che ha patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta; e Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia, a giudizio per turbativa d’asta.


Le “spese pazze” coinvolgono anche il Pd. Il deputato laziale ed ex consigliere regionale Bruno Astorre (Pd) che risulta, almeno fino a gennaio 2018, imputato nell’inchiesta sui rimborsi e le spese di rappresentanza del gruppo dem in consiglio regionale, insieme all’attuale onorevole Claudio Mancini. Per inciso: Astorre è il nuovo segretario Pd nel Lazio. Ma d’altronde non sorprende considerando che indagato, questa volta per finanziamento illecito, è anche Nicola Zingaretti, per quanto raccontato in questi giorni da L’Espresso. Nell’elenco non poteva mancare Luciano D’Alfonso, imputato per truffa e indagato per falso ideologico.

A Napoli Piero De Luca figlio del governatore Vincenzo, risulterebbe essere ancora sotto processo per bancarotta, mentre in Puglia Lello Di Gioia è indagato per induzione indebita /(poche settimane fa di lui si è occupato la Giunta per le autorizzazioni per l’utilizzo delle intercettazioni). Ma se restiamo sulla sponda Pd, altri nomi di peso sono quello di Francesco Bonifazi, tesoriere del partito ai tempi di Matteo Renzi, indagato per finanziamenti illeciti e false fatture nella stessa inchiesta che arriva fino a Marcello De Vito; Luca Lotti, ex ministro dello Sport, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento nell’inchiesta Consip; e Piero Fassino, accusato di turbativa d’asta nell’affaire Salone del Libro.


E Foza Italia? Anche qui, ovviamente, l’elenco è decisamente lungo. Ad attendere la sentenza in appello c’è Ugo Cappellacci, ex governatore sardo eletto alla Camera, condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per il crac di Sept Italia.

Guai anche per un altro forzista: Antonio Angelucci, recordman di assenze al Senato nella scorsa legislatura e nell’attuale, è stato anche condannato in primo grado a un anno e 4 mesi per truffa e falso per i contributi pubblici ai suoi giornali, Libero e Il Riformista, e nel frattempo è imputato per truffa al sistema sanitario laziale (il pm ha chiesto una condanna a 15 anni) e indagato – notizia proprio di ieri – per istigazione alla corruzione.

Non poteva mancare, ancora, Luigi Cesaro. Finito in diverse inchieste per presunti rapporti con i Casalesi, l’ultima vicenda per cui risulta indagato (insieme peraltro al deputato Antonio Pentangelo) è l’affare “Ex Cirio” dal nome dell’area industriale dismessa a Castellamare di Stabia e interessata da un progetto di ristrutturazione che negli anni ha visto numerosi blocchi per mancanza di autorizzazioni e, stando alla Procura, altrettanti numerosi tentativi di far ripartire le opere di riconversione, cercando di procurarsi i permessi.

Nell’elenco di chi ha guai con la giustizia c’è anche qualche onorevole del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Oltre alla già citata Montaruli, infatti, per motivi analoghi (spese pazze) ma in Umbria, risulterebbe ancora indagato il senatore Franco Zaffini. Per la rimborsopoli marchigiana, infine, la Cassazione un anno fa ha annullato il non luogo a procedere per 54 persone. Tra di loro ci sarebbe anche il deputato Francesco Acquaroli. Per tutti loro si dovrebbe ripartire dall’Appello.
(fonte lanotiziagiornale)

venerdì 15 marzo 2019

Perchè i lavoratori pagano ancora i sindacati?


 
La reazione negativa dei sindacati alla proposta del governo di creare un salario minimo garantito per chi lavora, la dice lunga sull’ipocrisia di questi personaggi.
Non si capisce perché tanti lavoratori, per scelta o per obbligo di aziende con grossi numeri, ancora diano parte del loro stipendio a soggetti che, invece di tutelare i loro interessi come sarebbe loro dovere e come hanno fatto in passato, siano sempre più dal lato delle aziende che sempre più sfruttano i lavoratori pagandoli una miseria.


 
Ormai da tempo la sensazione che si ha è quella che sul lavoro si stia tornando indietro, ogni giorno si perde un piccolo pezzo dei diritti conquistati con fatica e, a ogni rinnovo di contratto, gli stipendi, i più bassi della zona euro, non aumentano più e in certi casi addirittura calano.
 
Questo nonostante la vita sia sempre più cara e l’inflazione, inesistente agli occhi dei burocrati e dell'Istat, galoppa inesorabile.
(MS)
(Pubblicato su Libero del 15 marzo 2019)

lunedì 11 marzo 2019

Non se ne può più della Tav!


Questo tira e molla del governo tra le due forze politiche in campo sulla Tav sta diventando nauseante.
Entrambi i partiti rimandano una decisione definitiva solo per la paura di perdere voti in vista delle europee.
 
L’Italia ha centinaia di opere incompiute dove si sono spesi soldi inutilmente solo per far guadagnare qualche “amico” e far girare qualche tangente. La Tav sta diventando l’ennesimo totem politico dove non si guarda l’interesse del paese ma si fa solo la conta dei voti sia in un senso che nell’altro.


 
Il governo del cambiamento sta facendo esattamente ciò che tutti i governi hanno sempre fatto, perdere tempo sperando che i problemi ricadano su altri, quelli che verranno dopo e che hanno aspettato, senza neanche doverci mettere troppo tempo, di vedere passare i “cadaveri”.  

M5S e Lega sono sulla buona strada per fare tutto ciò.
(MS)
(pubblicato su LIbero del 13 marzo 2019)

martedì 15 gennaio 2019

Fattura elettronica costosa e inutile


A gennaio si è partiti con la fatturazione elettronica. Naturalmente, come sempre succede in questo paese, non funziona praticamente nulla.
 
I software aggiunti ai programmi di contabilità costano e non riescono ancora a garantire il servizio essendo stati nell’impossibilità di essere provati prima del 1° gennaio con l’Agenzia delle Entrate. 
 
La normativa è ancora piena di lacune e chi lavora non ha ancora capito come deve comportarsi.
L’ennesima assurdità che fa perdere tempo e soldi alle aziende e non combatte l’evasione fiscale in quanto non si vuole capire che, senza leggi dure e controlli a tappeto, chi fa del “nero” non passa comunque attraverso le fatture (o le buste paga).
(MS)
(Pubblicato su La Verità del 15 gennaio 2019)