martedì 14 ottobre 2014

Genova e le solite scuse



Sull’alluvione di Genova vi sono grandi polemiche per il mancato preavviso con i soliti rimpalli di responsabilità tipici italiani. 
Ovviamente il preavviso è indispensabile perché le persone si mettano in sicurezza e cerchino di mettere al sicuro più cose possibili, ma il risultato sarebbe stato comunque lo stesso: una città in ginocchio ancora una volta.

Il problema va risolto alla fonte, va fatta manutenzione ai fondali dei fiumi tenendoli liberi dai detriti, non incanalandoli in spazi troppo ristretti, non costruendo vicino ai loro letti naturali, non cementificando continuamente tagliando alberi e vegetazione togliendo alla terra la possibilità di assorbire l’acqua. 

Bologna, ad esempio, è piena di canali che negli anni ’60 sono stati quasi integralmente coperti nel centro storico della città, eppure, ad oggi, mai sono successe esondazioni del genere (quelli che si allagano sono i nuovi sottopassi). 


Forse perché quelle opere di copertura sono state fatte in tempi in cui si pensava al bene della città e non solo agli interessi di costruttori senza scrupoli o al risparmio sulla pelle dei cittadini. 






E non vi era la vergognosa burocrazia attuale che ferma le opere utili (per quelle inutili c’è sempre spazio e tempo) anche quelle poche volte in cui vengono decise.

2 commenti:

  1. Dicono che i sodi stanziati per Genova ci sono e sono fermi da anni in attesa del giudizio del TAR . Al di la del fatto che la burocrazia è una vera e propria piaga in Italia , bisogna dire che niente è stato fatto dai governi che si sono succeduti ,per provare a sveltire le pratiche. E' sempre così : quando si spengono i riflettori puntati sul disastro , tutto finisce nel dimenticatoio . Eppure architetti e periti vari sono consapevoli che se non viene risolta la problematica si ripresenterà !

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