domenica 4 gennaio 2015

Renzi-Berlusconi: il Lodo Nazareno secondo Marco Travaglio

Marco Travaglio sul Fatto di oggi 4 gennaio fa una giusta considerazione sul Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, incontro rimasto sempre segreto. Dubbi di qualche inciucio alle spalle dei cittadini non ve ne erano mai stati, ora si comincia a capire quale era questo inciucio.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/04/renzi-berlusconi-lodo-nazareno/1313892/

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Renzi-Berlusconi: il Lodo Nazareno

Per dire quanto poco siamo prevenuti, ieri
avevamo deciso di pubblicare per oggi su
questa colonna un articolo intitolato: “Renzi ha
ragione”, o “Bravo Renzi”, o ancora “Forza Matteo”.
Non per i suoi virtuosismi sciistici sulle
nevi di Courmayeur, già magnificati a dovere
dall’agenzia Ansa-Stefani, ma per la battaglia
contro l’assenteismo nel pubblico impiego,
annunciata su twitter con i toni giusti, senza la
petulanza offensiva di Brunetta, che provò a
far qualcosa ma rovinò tutto con le solite scalmane
demagogiche. Poi ci ha chiamati un
amico e ci ha messo una pulce nell’orecchio, a
proposito del nostro titolone di ieri sulla denuncia
del sottosegretario Zanetti riguardo al
codicillo salva-evasori infilato da una manina
di Palazzo Chigi (all’insaputa del ministero
dell’Economia) nel decreto fiscale varato alla vigilia
di Natale: “Ma lo sai perché e per chi lo
fanno?”. Ma per il solito, per Berlusconi. Tenetevi
forte, perché questa è strepitosa. Il Caimano
è stato condannato il 1° agosto 2013 a 4 anni per
frode fiscale. Una sentenza che gli è costata pochissimo
sul piano penale (mezza giornata a settimana
a Cesano Boscone per nove mesi e 10
milioni di euro da rifondere all’Agenzia delle
Entrate), ma moltissimo da quello politico: 2 anni
di interdizione dai pubblici uffici, 6 anni di
ineleggibilità e decadenza immediata da senatore
in base alla legge Severino. Che cosa prevede
la nuova legge penale tributaria, in base al codicillo-
colpo di spugna (art. 19-bis)? Che i reati
fiscali di evasione e frode sono depenalizzati se
l’Iva o l’imposta sul reddito evasa non supera “il
3% rispettivamente dell’imposta sul valore aggiunto
o dell’imponibile dichiarato”. Una vastissima
area di franchigia regalata a evasori e frodatori
al riparo da procure e tribunali. Ora, B. è
stato condannato per aver frodato il fisco per 7,3
milioni: 4,9 sul bilancio Mediaset del 2002 e 2,4
su quello del 2003. Tutto il resto della monumentale
frode fiscale (368 milioni di dollari) con
film comprati dalle major americane a prezzi
gonfiati e rimbalzati su una serie di società offshore
occultamente controllate da lui o da prestanome
fra il 1995 e il ’98, si è prescritto. Ma, alla
mannaia del fattore-tempo, accelerata da varie
leggi ad suam personam (falso in bilancio, condoni
fiscali ed ex-Cirielli), sono scampati gli effetti
fiscali “spalmati” sugli ammortamenti delle
due annualità contabili.
Ora che Renzi, o chi per lui (a proposito: di chi è
la manina?), ha inventato il salvacondotto del
3%, la domanda è semplice: quella frode residua
è sopra o sotto il nuovo tetto? La risposta, nell’era
del Patto del Nazareno, è scontata: sotto, e di
parecchio. Il calcolo è presto fatto. Negli anni
2002 e 2003 Mediaset dichiara un imponibile di
397 e di 312 milioni e B. ne froda 4,9 e 2,4. Che
corrispondono all’1,2 e allo 0,7%, ben al di sotto
della soglia del 3% di non punibilità. Ergo, in
base alla retroattività delle norme penali più favorevoli
(favor rei, art.2 Codice penale), “nessuno
può essere punito per un fatto che, secondo
una legge posteriore, non costituisce reato; e, se
vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli
effetti penali”. Grazie a una legge fascista, la n.
4/1929, il favor rei in materia fiscale e finanziaria
non valeva: ma il centrosinistra, con la norma
fiscale n.507/1999, la cancellò 15 anni fa. È già
accaduto a Romiti, De Benedetti e Passera, condannati
definitivamente per falso in bilancio: nel
2003, dopo la controriforma berlusconiana che
lo depenalizzava, chiesero un “incidente di esecuzione”
alla Corte d’appello, che non potè che
revocare le loro condanne. Anche B. dunque potrà
ottenere la cancellazione della sua, per una
frode che non è più reato. E, se evapora la condanna,
spariscono anche decadenza, ineleggibilità
e interdizione. Così alle prossime elezioni
potrà ricandidarsi, lindo come giglio di campo.
Quando ce l’hanno raccontato, stentavamo a
credere che Renzi potesse arrivare a tanto. Ma,
come diceva Montanelli, di certi politici non si
riesce mai a pensare abbastanza male.
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