sabato 7 luglio 2018

Tolta la protezione a casa Boschi

Villa Boschi a Laterina non è più Fort Knox. La casa rosada di tre piani, dove vivono i genitori dell’ ex ministra Maria Elena, il fratello e la cognata, è tornata a essere l’abitazione di una famiglia quasi normale. La vigilanza fissa è stata abolita su decisione del Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica.

Nel 2016 la Prefettura e la Questura avevano dichiarato area sensibile il cottage di famiglia dell’ ex ministra a causa di una protesta di truffati di Banca Etruria che il 28 febbraio avevano deviato dal corteo regolarmente autorizzato ed erano andati a fare una chiassata davanti al bel casolare dove è cresciuta Maria Elena Boschi.


La questione divenne un affare di Stato. Dal ministero dell’Interno in giù i responsabili della sicurezza sul territorio furono chiamati a rispondere per quell'intollerabile manifestazione. Per settimane ci fu un via vai di generaloni, come sottolineò l’allora questore, Enrico Moja, con La Verità. Il prefetto, per giustificare un innalzamento del livello di protezione, evidenziò la fibrillazione esistente sul territorio per le vicende di Etruria e la possibile iscrizione sul registro degli indagati del babbo per la bancarotta dell’ istituto. In quel periodo Il questore propose un sistema di videosorveglianza e una nuova recinzione che sarebbero costati circa 100.000 euro.

Ma alla fine si optò per una vigilanza fissa davanti alla casa e per una vigilanza dinamica dedicata in occasione della presenza del ministro a Laterina. Venne prevista anche un’ ulteriore vigilanza generica radiocollegata (una pattuglia che passava a controllare) e un servizio di vigilanza a orari convenuti presso i luoghi occasionalmente e abitualmente frequentati dai familiari. Il 18 giugno scorso il Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza ha deliberato di togliere la vigilanza fissa davanti all’ abitazione con decorrenza dall’ 1 luglio.
Permangono la vigilanza dinamica, quando la Boschi torna a casa, e la vigilanza generica quando lei è assente. Quest’ ultimo è un servizio dedicato prettamente al padre, il quale nel 2016 era stato considerato a rischio per via delle vicissitudini giudiziarie e dell’attenzione mediatica intorno alla sua persona.

Ad abbassare la tensione non è stato solo l’addio di Maria Elena agli incarichi governativi, ma anche la promessa del nuovo governo di risarcire gli sbancati di Etruria. Inoltre ad Arezzo la posizione processuale di Pier Luigi Boschi sembra essere migliorata: la Procura non ha chiesto il suo rinvio a giudizio nei vari procedimenti che lo coinvolgevano e questo lascia prevedere una prossima archiviazione. A protezione di Maria Elena, nonostante la sua esposizione sia molto inferiore a prima, resta una tutela di quarto livello, cioè una macchina con autista e un uomo di scorta.
(fonte La Verità)

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