martedì 3 luglio 2018

T.Merlo: Di Maio, il vero cambiamento

Dopo Foodora e compagnia bella, a calare le brache sono quelli del gioco d’azzardo. Terrorizzati dal perdere la pubblicità dei loro casinò, comprano pagine di giornale per supplicare Di Maio a più miti consigli. Eccolo il cambiamento.

Le lobby economiche non possono incontrare il ministro Di Maio in segreto, non possono ricattarlo, non hanno amici in comune e devono frignare pubblicamente per farsi ascoltare. A quel cittadino diventato ministro interessa solo “la qualità della vita delle famiglie dei suoi cittadini”. Eccolo un punto cardine per capire l’innovazione che introduce il Movimento 5 Stelle: il rapporto tra politica e affari. Renzi – capo della presunta sinistra – girava a braccetto con Marchionne, brindava con Jeff Bezos di Amazon, si sedeva cioè prima con le lobby economiche, ascoltava le loro esigenze e poi scriveva le leggi a loro favore.


Il Job Acts che ha fatto fiorire le nuove schiavitù nasce proprio così: massima flessibilità, salari e diritti da fame in cambio di nuovi investimenti in Italia. L’idea che c’era dietro – a Renzi ma a tutto il mondo forzapiddino – era che l’unica cosa che conta fosse la crescita, ma una crescita intesa solo come punti di Pil, come numeri e percentuali su qualche grafico. Una crescita da ottenere a qualunque costo, anche sulla pelle della gente assecondando le esigenze delle lobby economiche. Tutto il resto, compreso la qualità della vita dei cittadini, secondo loro, sarebbe stata una conseguenza, sarebbe avvenuta da sé, a pioggia. Una cantonata storica. Quando finalmente il Pil italiano è ripartito, si è capito che a crescere erano solo i conti corrente dei ricchi e la disuguaglianza sociale con milioni di nuovi poveri allo sbando e giovani ridotti in schiavitù. Gli Stati Uniti sono gli alfieri di tale modello di turbocapitalismo.

Là i gruppi economici addirittura comprano i Membri del Congresso prima delle elezioni – in modo anche palese e legale –  così una volta eletti difendono gli interessi di chi gli ha finanziato la campagna elettorale. Gli onorevoli sono di fatto dei rappresentati delle varie aziende dentro al parlamento. Tra le conseguenze più note di quel folle modello ci sono le compagnie assicurative che impediscono addirittura la nascita di un servizio sanitario nazionale.

Oppure le lobby di armi che ostacolano nuove leggi nonostante i massacri nelle scuole ormai all’ordine del giorno e che loro vorrebbero risolvere dando armi anche agli insegnati in classe. Assurdità dovute al fatto che gli interessi privati sono più forti e prevalgono su quelli pubblici. Cortocircuiti dovuti al fatto che le lobby economiche comprano letteralmente la politica e la piegano a piacere al loro servizio. Grazie al Movimento 5 Stelle, quel modello suicida per una comunità nazionale, salta del tutto.

 Il Movimento è composto da cittadini estranei al sistema di potere preesistente e che svolgono il ruolo di portavoce a tempo impedendo così la nascita di rapporti incestuosi tra politica ed affari. Il Movimento rifiuta poi soldi dalle lobby e quei pochi che spende per le campagne elettorali li prende da piccole donazioni di cittadini a quindi deve rispondere solo a loro. Composto da cittadini al servizio di altri cittadini, l’unica stella polare del Movimento non può che essere la qualità della vita degli stessi e se le lobby economiche hanno qualche esigenza devono prendere cordialmente un appuntamento ufficiale, devono bussare alla porta dell’ufficio della politica e una volta dentro comportarsi come si deve.
Davanti a loro siederà un cittadino diventato ministro e se la schiavitù dei fattorini in bicicletta o la schiavitù al gioco d’azzardo danneggiano la qualità della vita di quel cittadino e di quelli che rappresenta, a lor signori delle lobby economiche non resta che calare le brache. Eccolo il cambiamento.

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