venerdì 6 luglio 2018

Il Giglio Magico 2 quante ne ha fatte?

Nell’ inchiesta sul giudice Antonio Savasta, avviata dalla Procura di Firenze e trasferita a Lecce per competenza, entra anche il nome dell’ ex premier Matteo Renzi. La notizia è contenuta in un’ informativa della Guardia di finanza che ricostruisce gli incontri a Palazzo Chigi dell’ allora pm di Trani, del suo amico avvocato Ruggiero Sfrecola e dell’ ex socio di Tiziano Renzi, Luigi Dagostino, all’ epoca coinvolto in un’ indagine proprio del pm Savasta.
I tre (Savasta, Dagostino e Sfrecola) sono oggi indagati per corruzione in atti giudiziari. Nell’ informativa gli investigatori hanno estrapolato i messaggi inviati il 17 giugno 2015 da Sfrecola a un’ amica. «Nello specifico», scrivono i militari, «comunicava rispettivamente alle 18.02 di trovarsi a Palazzo Chigi e alle 20 e 38 di avere “chiacchierato con Luca Lotti sottosegretario presidenza Consiglio e conosciuto velocemente Matteo Renzi». Quindi aggiunse: «Lo sai solo tu. A mezzanotte a casa. Bacio e buonanotte».

 
A verbale, Dagostino aveva detto di aver introdotto lui Savasta a Lotti, ma aveva negato di aver portato nel suo ufficio Sfrecola. Lo stesso legale alla Verità si era limitato a dire: «Che cosa ha prodotto in concreto un incontro tra due persone a Roma? Stando a quel che so io assolutamente nulla, essendo incontro solo tra persone di una certa qualità». Le Fiamme gialle hanno ricostruito anche «altri ingressi a Palazzo Chigi» dopo aver compulsato a maggio i database della Presidenza del Consiglio.
 
In questo modo hanno scoperto che il pluriindagato e all’ epoca pregudicato Dagostino aveva avuto accesso alla sede del Governo altre due volte, anche il 17 settembre 2015 e il 23 febbraio 2016, ed entrambe le occasioni avevano avuto come motivazione «appuntamenti con l’ onorevole Luca Lotti». A settembre Dagostino faceva ingresso a Palazzo Chigi alle 17 e 59 per uscirne alle 19 e 13, dopo oltre un’ ora. Riportava nella sua agenda i seguenti appuntamenti: «14 partenza x Roma; 16,30 senatore Latorre (Nicola, del Pd, ndr) piazza Eustacchio; 17,15 Andrea Bacci+Luigi Carraro+Franco Carraro; 18 Luca Lotti sottosegretario presidenza del Consiglio + Caracciolo Filippo a Palazzo Chigi».

 
Bacci, altro imprenditore toscano, all’ epoca era amico di Dagostino e anche dei Renzi, a cui ha ristrutturato le case. Caracciolo è, invece, un ex assessore regionale in rapporti con Savasta e Dagostino, con cui si incontrava al bar Igloo di Barletta. Recentemente Caracciolo è stato iscritto sul registro delle notizie di reato della Procura di Bari con l’ accusa di aver scambiato appalti con voti e per questo è indagato per corruzione e turbativa d’ asta.
Il 23 febbraio 2016 l’ appuntamento è durato, invece, dalle 14 e 55 alle 15 e 25. Dagostino ha riportato sull’ agenda: «15 Palazzo Chigi sottosegretario Luca Lotti». Savasta ha raccontato alla Verità di aver incontrato l’ allora sottosegretario per chiedere, invano, di entrare in qualche gruppo di studio o commissione ministeriale, per poter lasciare la Procura di Trani, essendo in quel momento sotto inchiesta per concussione. Ma Dagostino che cosa aveva da chiedere a Lotti (già sentito a sommarie informazioni dagli inquirenti)? Forse le ulteriori indagini della Procura di Lecce su Savasta & c. sveleranno il mistero.
 
”IL SOCIO DI RENZI SR TRE VOLTE DA LOTTI”
(Estratti dall’articolo di Giulino Foschini e Fabio Tonacci per la Repubblica) – (…) Andrea Bacci è un altro imprenditore amico dei Renzi, colui che ha fatto conoscere Dagostino a Lotti.
Filippo Caracciolo è l’ ex assessore all’ Ambiente della Regione Puglia, renziano, entrato in giunta nel 2017, quando l’ affare outlet si sbloccò e dimessosi a inizio anno perché coinvolto in una storia di corruzione e turbativa d’ asta.
 
Questo secondo incontro Lotti- Dagostino è preceduto da una cena a Polignano tra l’imprenditore, Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Parlarono dell’ outlet di Fasano. I genitori di Matteo Renzi sono attualmente indagati dalla procura di Firenze in due filoni: per due fatture false e per la bancarotta della loro società Delivery Service. Per Dagostino, ieri, l’ udienza del Riesame: il suo avvocato, Alessandro Traversi, ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari.
La pm Von Borries si è opposta, depositando un verbale di assemblea della Nikila Invest che, ancora nel maggio scorso, Dagostino imponeva di falsificare retrodatandolo di un anno. Entro un paio di giorni, il verdetto.
(fonte Infosannio da La Verità) 
 

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