mercoledì 30 maggio 2018

Tommaso Merlo: tradimento del voto degli italiani

La sensazione che si respira è quella del tradimento, l’ennesimo. Smarrimento, sconcerto, frustrazione. Sono decenni che gli italiani vengono traditi brutalmente ma questa volta fa più male del solito. Si erano illusi che fosse finalmente arrivato il momento del cambiamento ed invece è saltato tutto all’ultimo minuto. Un tradimento improvviso e inaspettato. Del resto uno tsunami come quello del 4 marzo non si era mai visto. Era sacrosanto toccasse ai vincitori delle elezioni governare.

Dopo settimane turbolente M5S e Lega avevano stilato un contratto e avevano i nomi del governo, sembrava fatta ed invece il Quirinale si è piegato ai ricatti degli sciacalli che danno le carte nel casinò finanziario globale. Come se perfino la sovranità popolare avesse un prezzo di mercato oggi e il Quirinale si fosse adeguato ai tempi. Un tradimento gravissimo e tutto politico. Il governo M5S-Lega doveva nascere, mai come in questa occasione gli italiani erano stati categorici nelle urne. Dopo anni d’inciuci e governi tecnici volevano una svolta radicale.


Gli unici due partiti senza stampa amica al seguito, senza quattrini e con una proposta nettamente antagonista al regime forzapiddino precedente, avevano preso oltre il cinquanta percento dei voti. Numeri clamorosi, una volontà politica di cambiamento straripante che nessuna democrazia al mondo si sarebbe permessa d’ignorare o addirittura tradire. Un paese che non permette alla maggioranza legittima dei cittadini di esprimersi politicamente, non è una democrazia, è qualcos’altro. In questo sta la gravità di quanto successo. Una gravità tutta politica. I cavilli sulle prerogative, il rispetto dei protocolli e del galateo quirinalizio, il curriculum del professor Savona, i contenuti del contratto M5S e Lega (che sorprendeva giusto per la sua moderazione e buon senso), i presunti disegni eversivi occulti, sono tutte futili scuse. Fumo.

La sostanza è che gli italiani hanno votato (dopo anni che attendevano) ma la loro sovranità è stata boicottata perché sgradita al potere costituito. Punto e basta. Invece cioè di rispettare la volontà popolare, il Quirinale ha preferito assecondare gli sciacalli della finanza globale e le loro protesi politiche e burocratiche extra nazionali imponendo un altro governo non eletto da nessuno. L’ennesimo tradimento politico talmente eclatante che avrà ovviamente delle conseguenze. Basta guardarsi indietro per capire. Se siamo piombati in questa crisi devastante in Italia, è perché i cittadini sono stati traditi per decenni da classi dirigenti criminali che li hanno presi in giro, hanno governato da cani e li hanno derubati lasciandoli con uno dei debiti pubblici più imponenti al mondo.

Classi dirigenti che si sono vendute perfino il futuro dei cittadini indebitandoli all’inverosimile e portando il paese a picco.


Un tradimento che negli anni ha corroso tutto, perfino la credibilità nella politica tradizionale e nelle istituzioni. Il 4 marzo non é stato altro che la conseguenza di quel tradimento epocale aggravato dal renzusconi e dalla delusione europea. Il 4 marzo insegna. Il tradimento non si dimentica neanche in politica. Il tradimento non placa il tradito, anzi, lo stimola, lo fortifica, lo motiva. Per questo, chiunque siano gli artefici di questo alto tradimento, su una cosa possono essere certi: se lo tsunami del 4 marzo non è bastato, il prossimo sarà ancora più impetuoso.

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