lunedì 28 maggio 2018

Telese: gli italiani non sono più padroni del loro futuro

“I mendicanti almeno dicono grazie!”, scrive la stampa tedesca, con uno schizzo di anti-italianità virato di infamia, di superficialità e di ignoranza. Perché “i mendicanti”, per chi lo avesse capito, siamo noi. Ci disegnano come dei disgraziati miserabili che finiscono sul burrone con l’apetta tricolore, sfigata, e mentre muoiono – megalomani e ciechi – fanno il gesto dell’ombrello: “Mamma mia!” (l’esclamazione è sulla copertina di “Woche”, in italiano). Ci definiscono “barboni”: dal democratico Spiegel a Bild, dai settimanali ai quotidiani un coro unanime, uno stereotipo anti-italiano che si fa bandiera.


In ballo c’è il futuro dell’Italia

Questi editoriali razzisti, nelle ultime ore, insieme con la campagna di pressione politica che sostengono, ci rivelano, con un drammatico squarcio di verità, cosa pensano alcune elites europee del nostro paese. Ci dicono quanto la partita intorno al nome di Paolo Savona sia diventata (suo malgrado) una questione di dignità nazionale, piuttosto che un problema di schieramento politico, una disputa sulle politiche economiche sui nomi, o un confronto di semplici tesi contrapposte. Non si tratta di Salvini o Di Maio, della Lega o del M5s: in questo fuoco, sotto attacco, c’è l’Italia. Sotto il fuoco d’attacco ci sono i nostri interessi nazionali.

Schieramenti sempre più chiari

Già in queste ore, intorno alla maggioranza del nascente governo che vorrebbe tenere il punto intorno al professore ottuagenario si sono aggiunti su questa tema alleati imprevedibili come Stefano Fassina di Leu (con una  intervista a La Repubblica), moderatissimi come Giorgio Lamalfa, e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che pur restando fuori dal governo annuncia il suo sostegno alla maggioranza sul tema della sovranità. Molti in Forza Italia (e spero anche nel Pd non renziano) non parlano, ma avvertono la violenza spropositata di questo attacco.

Italiani ancora padroni del proprio destino?

Esattamente come era accaduto con la Grecia, la minima potenziale messa in discussione dell’ordine delle cose, provoca reazioni da gendarmeria. Così la domanda da farsi, mentre si contempla questo spettacolo è molto semplice: gli elettori italiani, nel rispetto della democrazia e dei diritti, possono considerarsi ancora padroni del loro destino? Possono scegliere cosa fare? Come rispondere alla crisi? Quali politiche economiche adottare con il loro voto? Perché, se così non fosse, hanno ragione i tedeschi: siamo solo dei barboni ingrati. Se invece siamo ancora padroni del nostro destino, come Alberto Sordi della “Grande Guerra” (che di fronte al Politi e d’esecuzione sceglie di non tradire), fanno male a sottovalutarci. Se contaminiamo così, troveremo il coraggio per non arrenderci all’arroganza di chi ci vuole partner ma solo se subalterni, di chi invoca l’osservanza delle regole condivise e poi non le osserva o lavora soltanto per poterle piegare al proprio favore.
(fonte Tiscali) 

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