sabato 19 maggio 2018

La stampa è contro il M5S e offende o "minaccia"

Bellissimo e veritiero articolo di Tommaso Merlo.

La stampa italiana è in mano – in quasi la sua totalità – a testate giornalistiche ostili al Movimento 5 Stelle. Gente che ogni santo giorno sfrutta giornali e televisioni per denigrare il Movimento e lo fa senza neanche averlo capito. Non sorprende se il Financial Times spari scemenze sui “barbari a Roma”, sbalordisce invece che a diffondere panico e falsità siano giornalisti italiani dopo anni che il Movimento è sulla scena politica da protagonista. 

Se il governo M5S-Lega andrà in porto dovrà essere ristabilito un minimo di ordine negli incesti tra politica e lobby economiche e media. Certe malformazioni sono dannose per una democrazia. Se la stampa in Italia fosse davvero libera, avrebbe assecondato in maniera del tutto naturale il profondo cambiamento in atto nella società italiana. Ed invece si è arroccata compatta a difesa di quel castello forzapiddino che gli italiani hanno ridotto in macerie. 


Così facendo gli oltre 50% degli italiani che hanno votato Lega o M5S si trovano la quasi totalità della stampa che gli spiega ogni santo giorno quanto idioti siano stati a votarli e i rischi che corrono nelle mani di tali pericolosi fanatici. Fango preventivo, non sacrosanta ed onesta critica sui fatti. Campagne diffamatorie mezzo stampa come quelle contro la Raggi o quella imbastita nelle ultime settimane contro Di Maio, non sono giornalismo, sono viscido inquinamento del dibattito pubblico a fini politici. Casi davvero scandalosi che verranno studiati nelle scuole di giornalismo nell’incredulità degli studenti tra qualche anno. 

La stampa deve essere libera. Ma davvero. Solo se libera e indipendente si evolve insieme alla comunità in cui opera e può svolgere il suo servizio di “cane da guardia” del potere e di trasparente ed onesta informazione dei cittadini. In questi ultimi tempi, i giornalisti anti Movimento che monopolizzano giornali e televisioni, hanno avuto perfino il coraggio di criticare il fatto che M5S e Lega abbiano concordato prima i temi del contratto e solo dopo le poltrone. Siamo al paradosso, roba da standing ovation in qualunque democrazia sana che viene fischiata a priori come se ormai la stampa italiota rispondesse ad un pensiero convulsivo avverso, incurante perfino del ridicolo. 

Come se la stampa fosse diventata una forza conservatrice in questo paese e che osteggia a priori il cambiamento voluto dai cittadini in quanto estraneo al mondo in cui si è costituita e che gli ha dato da mangiare. Invece di fungere da faro per consentire ai cittadini di vedere meglio, la stampa oscura e confonde come terrorizzata da un cambiamento che la costringerebbe ad affrontare i suoi fallimenti e le sue ipocrisie riformandosi. Anche la consultazione online dei militanti 5 Stelle sul contratto è stata ovviamente imbrattata di fango per giorni. Invece di applaudire i nuovi spazi di democrazia e trasparenza, le caste giornalistiche rimpiangono quando a decidere erano i boss dei partiti che si radunavano in qualche summit segreto a concordare chissà quali agende occulte. Come il patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi con relativi papelli. Uno dei momenti più tristi della nostra storia repubblicana recente anche se sembrano passati secoli.

Quasi 45.000 persone hanno votato democraticamente la linea politica del Movimento ed hanno sancito una netta vittoria del sì al contratto con la Lega. Un risultato non affatto scontato nonostante i soliti sputi mezzo stampa. In quel 94% ci sono sicuramente tanti a cui Salvini non piace affatto e magari avrebbero preferito le elezioni subito anche dato i “tira e molla” degli ultimi mesi, eppure hanno votato a favore. Questione di coerenza. Di Maio ha mantenuto la parola, sia nel metodo che nella sostanza: ha lavorato ad un contratto su cose concrete da fare con chi fosse disponibile e nel rispetto del programma elettorale. 

Ma c’è di più, Di Maio e tutti gli altri cittadini portavoce hanno lavorato davvero sodo per trovare una soluzione alla crisi, sono stati i protagonisti indiscussi sulla scena politica, sempre dinamici e propositivi nonostante le urne non facessero affatto paura, nonostante i fastidiosi zombi renzusconiani che ancora vagano per i vicoli di Roma e nonostante il fango a reti unificate. Quel 94% è un riconoscimento per i traguardi raggiunti fin qui ma anche una generosa dose di fiducia ed entusiasmo. Nonostante tutto.
(fonte Infosannio)

5 commenti:

  1. Una generosa dose di fiducia ed entusiasmo, nonostante tuttoil fango subito.

    RispondiElimina
  2. PIU ATTACCANO MENO SONO CREDIBILI ORAMAI ANNO CREDIBILITA DOPPIO ZERO

    RispondiElimina
  3. Il semplice fatto che tutta l'informazione, ma proprio tutta,mai successo prima, è contro il M5S evidenzia il livello di attendibilità dei media. Incoraggia constatare che è stato così sin dal suo primo comparire sulla scena politica e tuttavia oggi siamo la prima forza politica, l'unica in grado di governare.

    RispondiElimina
  4. Purtroppo La Stampa ha sempre avuto i suoi padroni,i quali, hanno sempre deciso a priori cosa bisognava scrivere sul notiziario politico.Abbiamo sempre vissuto sotto un regime imperativo e insofferente nei confronti del Popolo Italiano.Loro sono stati sempre i più forti facendoci credere quanto bene facessero per l'Italia invece che nutrirsi alle spalle della povera gente onesta.Nessuno si è mai interessato cosa facesse quell'uno o quell'altro partito politico al potere.Anzi, non vedevano l'ora di poterlo fare cadere perchè,magari, era arrivato il turno di un altro regime partitico,al fine, di potersi spartire il Loro (giusto compenso..??).Ora è il momento per una nuova Repubblica con la speranza della rinascita di un Popolo Italiano Sovrano augurandoci il meglio per uscire da questo tunnel che sembra senza fine...

    RispondiElimina