lunedì 14 maggio 2018

I soci in affari dei genitori di Renzi patteggiano la bancarotta

Le brutte notizie sono come le ciliegie. Una tira l’ altra. Laura Bovoli, la mamma di Matteo Renzi, è in attesa, insieme con il marito Tiziano Renzi, del rinvio a giudizio per la presunta emissione di fatture false, ma nei prossimi giorni la signora, presidente e amministratore della Eventi 6, la ditta di famiglia, potrebbe ricevere un altro plico verde proveniente dalla Procura di Cuneo contenente l’ avviso di chiusura indagini per il crac della ditta cuneese Direkta srl.
I principali coindagati della Bovoli sono già a processo e molto probabilmente il prossimo 27 luglio chiederanno al gup di patteggiare l’ accusa di bancarotta.
 
Stiamo parlando di Mirko Provenzano ed Erika Conterno, imprenditori ed ex amici personali dei Renzi. Per esempio Provenzano, quando è finito sotto indagine, è stato assunto in una coop legata ai genitori dell’ ex premier ed è stato ospitato a Rignano sull’ Arno. I legali dell’ imprenditore, considerato il principale artefice del crac, non hanno ancora deciso se chiedere il patteggiamento o il rito abbreviato per il loro assistito.


Prima, però, Provenzano dovrà accordarsi per una transazione con il curatore fallimentare Alberto Peluttiero. Per il crac milionario, dopo una prima richiesta di 300-400.000 euro, il curatore ha rilanciato chiedendo 150.000 euro, ma nella migliore delle ipotesi Provenzano restituirà poco più della metà e difficilmente la procedura si dichiarerà soddisfatta, rimanendo parte civile nel procedimento.
 
La Conterno, invece, a quanto risulta alla Verità, sembra pronta a chiudere il procedimento per bancarotta accordandosi con la Procura per una pena di 1 anno e 8 mesi. La sua posizione si è alleggerita dopo che ha restituito 40.000 euro alla procedura fallimentare, che per questo non si è costituita contro di lei nel processo.
La madre di Provenzano, la pensionata Bambina Licciardi, ha già ottenuto l’ assenso della Procura a un patteggiamento di 1 anno e 4 mesi. Un altro indagato ha chiesto la messa in prova, mentre il commercialista Bruno Pagamici verrà giudicato con il rito ordinario.
Resta aperto il capitolo giudiziario collegato ai reati fiscali riscontrati nell’ inchiesta. Qui la partita potrà chiudersi in tempi stretti solo se gli imputati pagheranno all’ erario tutto il dovuto, tra tasse evase e sanzioni. Altrimenti si andrà verso il rito ordinario.
 
Nell’ avviso di garanzia che è stato recapitato alla Bovoli ad aprile viene contestata la retrodatazione di alcuni documenti. Provenzano il 13 aprile 2013 aveva scritto ai Renzi: «Ciao a tutti. Come detto al telefono ad Andrea (Conticini, il cognato di Matteo Renzi ndr) avrei bisogno di avere delle richieste su carta intestata Eventi 6 di note di credito per penali e disservizi con data antecedente di un giorno o due alla data delle emissioni delle note di credito (da parte della Direkta ndr)».


La Bovoli avrebbe subito preparato e firmato i documenti richiesti. I finanzieri hanno chiosato così l’ operazione: «Tale richiesta avanzata da Mirko Provenzano () di lettere della Eventi 6, palesemente retrodatate, a giustificazione dell’ emissione nel 2012 da parte della Direkta di note di credito nei confronti della Eventi 6 aveva come fine ultimo la dimostrazione di inadempimenti a carico delle cooperative di Giorgio Fossati», un subsubappaltatore della Eventi 6, con un credito di 1.700.000 euro nei confronti della Direkta.
 
Dunque per non pagare Fossati, Provenzano aveva chiesto ai genitori di Renzi di mettere per iscritto lamentele «per non meglio specificati “penali e disservizi”» scritte nel 2013, ma datate 2012. Per gli inquirenti si tratterebbe di «documentazione da ritenersi falsa».
 
L’ iscrizione della Bovoli sul registro degli indagati è scattata dopo l’ interrogatorio reso l’ 8 febbraio scorso dallo stesso Provenzano, il quale davanti ai magistrati ha ammesso: «Ho fatto carte false perché ero costretto dalla situazione finanziaria in cui versavo».

Le carte raccolte dagli investigatori nelle sedi della Direkta e della Eventi 6 della famiglia Renzi hanno regalato agli inquirenti un quadro giudicato abbastanza chiaro: quando un’ azienda doveva sistemare una voce di bilancio o giustificare una fattura tra il Piemonte e la Toscana iniziava una fitta corrispondenza, con l’ obiettivo di far tornare i conti. Una materia (far tornare i conti) in cui Laura Bovoli si sentiva particolarmente ferrata.


Tanto da scrivere all’ amica Conterno: «Se tu fossi più vicina ti insegnerei a tenerti da sola l’ amministrazione. A parte il fattore economico, avresti sempre sotto mano la situazione alla lira, cosa che comporta una maggior facilità di movimenti e una programmazione più utile».
(fonte Infosannio da La Verità-Giacomo Amadori)

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