giovedì 31 maggio 2018

Bechis: chi sapeva che Cottarelli era già prescelto?

Il dubbio: chi sapeva che era lui il prescelto e lo mandava sempre in onda? Ironia dello spread: agitato per bloccare la nomina di Paolo Savona, si ritorce contro chi ne aveva approfittato

Dalle elezioni del 4 marzo ad oggi c’è stato un leader sorprendente nelle apparizioni tv, frequentatore di ogni possibile talk show su ogni rete televisiva: La7 innanzitutto, ma anche Rai, Mediaset e Sky. Non è stato Matteo Salvini, di cui ovviamente molto si è parlato. Non è stato Luigi Di Maio, che ha dosato apparizioni e interviste dirette. L’invasore dell’etere è stato un altro: Carlo Cottarelli.


Non era fino a queste ultime ore un personaggio politico centrale, e il semplice apprezzamento di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale non motiva una presenza televisiva avvenuta un giorno sì e un giorno no. Siccome la sua ultima apparizione è stata il 20 maggio a Mezz’ora in più condotto da Lucia Annunziata su Rai 3, Cottarelli è stato esattamente 38 volte ospite nei 7 giorni successivi al voto.

In alcuni casi protagonista di vere e proprie maratone dell’ospitata, come il 15 marzo scorso quando ha iniziato presto la mattinata ad Omnibus La7, si è concesso a metà giornata ai microfoni di Sky Tg24 e ha fatto poi notte con Corrado Formigli e la sua Piazza Pulita. O il 24 aprile quando appena terminata Tagadà con Tiziana Panella su La7 si è spostato in Rai da Bianca Berlinguer per il suo Cartabianca.

A maggio tour de force: il 15 a Di Martedì con Giovanni Floris che prima lo chiama dal taxi e poi si collega con il suo studio. Il giorno dopo di nuovo a Tagadà. Il 17 a Piazza Pulita. Come se dietro questa semina di Cottarelli ci fosse stata una sapiente regìa di qualcuno che fin dall’inizio sapeva bene che cosa sarebbe avvenuto la sera di domenica 27 maggio.


Malizia per malizia di fronte a questa sapiente costruzione del personaggio Cottarelli e alle poche ore con cui l’incaricato è sembrato in grado di mettere su una squadra di ministri, c’è chi vede la mano dello stesso Sergio Mattarella. Che tutto ha preordinato a quel finale, nella inutile speranza di evitare il voto in piena estate. Già dopo nemmeno 24 ore questo piano del Quirinale probabilmente tenuto nel cassetto fin dall’inizio è andato gambe all’aria sotto le picconate di quei mercati che venivano usati come spettro per bloccare la nomina di Paolo Savona. Anche i mercati dunque hanno una loro sottile ironia…
(fonte Corriere dell'Umbria) 

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