Dopo l’elezione della Casellati Vien Dal Mare come Presidente del Senato, figlia di una normalissima dialettica politica(ovvero dare una delle due Camere a una delle due forze o coalizioni uscite vincenti), non pochi analfabeti funzionali della politica abbaiarono lividi sostenendo che quella “era l’anteprima di Grillusconi“. Più che una previsione, era una cazzata sesquipedale. E al tempo stesso una speranza pia di molti renziani, usciti devastati dal voto del 4 marzo: evidentemente tifavano affinché esistessero altre forze così scellerate da accettare serenamente l’alleanza con uno che da più di vent’anni svilisce questo paese. Per giorni, io come Travaglio e i colleghi del Fatto (e pochi altri), osammo sostenere che parlare di “Grillusconi” era non meno che delirante, a meno che Di Maio & Soci non intendessero bersi tutto il cervello (e gli elettori) in un colpo solo. Non facevamo altro che asserire una banalità assoluta, ma passavamo comunque per pazzi. O per “grillini” (boom).
La realtà ha dimostrato come non avessimo certo torto, e questo tutto sommato lascia il tempo che trova. Più in generale, dimostra che quando tanti parlano di M5S, continuano troppo spesso a non capirci una beata mazza.