lunedì 30 aprile 2018

Sallusti attacca (ancora) pesantemente Travaglio

Su Il Giornale, il direttore Alessandro Sallusti attacca ancora Travaglio in maniera pesante (e pure Grillo). Evidentemente non gli sono bastate le querele che si è già preso da Marco.

Avete presente quelli che fanno una battuta e la ripetono all’infinito sperando faccia sempre più ridere e non si accorgono che dopo un po’ la gente ride sì, ma di loro? Ecco, il Fatto Quotidiano e Marco Travaglio sono su questa china dell’informazione-barzelletta che fa ridere solo loro.
Hanno scoperto che in una sentenza un giudice esprime, al riparo dell’immunità professionale, un proprio parere su Silvio Berlusconi, definendo il Cavaliere un «delinquente».

Bene, da allora ogni due per tre piazzano la parola «Delinquente», con la «D» maiuscola perché la classe non è acqua, al posto di «Berlusconi» nel titolo di prima pagina. 
Lo hanno fatto anche ieri, con «Il Pd preferisce il Delinquente», immaginiamo rispetto a quell’«assassino» di Beppe Grillo nella trattativa per formare il nuovo governo. Con la differenza che mentre «delinquente» è l’opinione non richiesta di un magistrato, «assassino» è un fatto accaduto, confermato con sentenza definitiva dalla Corte di cassazione. Ma andiamo oltre.
Se una persona può essere denigrata in base al contenuto di una sentenza, allora posso sostenere che Marco Travaglio non è un giornalista ma un «diffamatore», avendo lui perso tante cause per diffamazione, soprattutto una in cui aveva dato del mafioso a Cesare Previti e di conseguenza a Berlusconi. Il Diffamatore (D maiuscola per par condicio) secondo una sentenza della Corte europea (a cui fece ricorso sperando di sfangarla), aveva manomesso degli atti giudiziari pubblicando solo la parte che a lui faceva comodo, un po’ come il suo amico carabiniere di Napoli che voleva incastrare il papà di Renzi con intercettazioni taroccate.
Il Diffamatore T. dice anche che bene fa Di Maio a voler mettere le mani su Mediaset, perché è assurdo che un leader politico possegga mezzi di informazione. Nella sua foga accusatrice, il Diffamatore T. scorda che il suo amico Assassino G. (Beppe Grillo, per chi si fosse perso, ndr) e il di lui socio Casaleggio jr sono contemporaneamente proprietari di un partito (i Cinquestelle) e di due siti di informazione (mascherati da blog) tra i più seguiti in Italia. Ovviamente non penso che il Diffamatore T. ritenga questo un pericoloso conflitto di interessi su cui «mettere mano».
Perché il Diffamatore T. e l’Assassino G. pensano di essere i più furbi di tutti, tipo il Gatto e la Volpe di Pinocchio. E che l’Italia debba essere il Paese dei (loro) balocchi. Illusi.

7 commenti:

  1. Sallusti, sei un poveretto al servizio di un delinquente.

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  2. Sallusti , non się altro che il lecca culo del tuo padrone Berluscaiser e siccome questa e' la tela che ai cerchi di venderla a costo zero .

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  3. La Grandezza ispira l’Invidia, l’Invidia genera Rancore, il Rancore produce Menzogne.

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  4. Quando una persona scambia una disgrazia con un omicidio allora e un buono a nulla, e senza cervello .

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  5. Silvana pirazzi1 maggio 2018 13:14

    Non sapevo che Grillo stipediasse gli esponenti del M5S. NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE! !!!!

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  6. ma chie salustri cose un barbone ho un camorrista pentito ho cose un ghei un cornuto da parte della moglie una capra sicuramente un scribachino fallito è cerca pieta nel suo padroncino berlusca cmq è un poveretto. che il suo padre se aveva un padre ho sicuramente è figlio di buttana.

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