venerdì 6 aprile 2018

Andrea Scanzi: il M5S rischia molto



Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano fa delle considerazioni sulle decisioni che prenderà il M5S per fare il governo e sottolinea come siano quelli che hanno più da perdere nel caso ci riescano.


"Non sembra, ma quelli che hanno più da perdere sono i 5 Stelle. Dopo il risultato ottenuto il 4 marzo, il M5S avrebbe dovuto essere più preoccupato che felice. Luigi Di Maio appare molto sicuro di sé. Così pareva anche ieri a Dimartedì. Se finge lo fa molto bene, se è sereno sul serio o è un fenomeno o uno scellerato. Un mese fa il M5S ha vinto, ma non ha vinto. Da solo non può governare, perché il Rosatellum è nato proprio per quello e perché col 32% non puoi in ogni caso pretendere di governare da solo.”


E si chiede se Di Maio, con la sua sicurezza, non rischi troppo.

“Osservando Di Maio, si ha la sensazione di uno che ha la fregola di andare per forza al governo. Forse è una tattica, forse è ambizione. Di sicuro è un approccio lecito, ma pericoloso. Di Maio non può non sapere che, se accetta qualsivoglia accordo con Renzi e Berlusconi, perde in un colpo solo metà elettorato. Il M5S ha raggiunto quel che ha raggiunto proprio perché percepito come forza pienamente alternativa: se accetta l’abbraccio del Caimano e del suo figlioccio ripetente, butta via quasi tutto. Pare che, al momento, Di Maio lo abbia ben chiaro. Dovrà però essere bravo, lui come il Movimento, a resistere alle moral suasion di Mattarella (che farà di tutto pur di non tornare presto al voto) e alla tentazione del potere.

Se Di Maio resiste a quei due disastri politici lì, si aprono i due scenari ormai noti. Il primo, a oggi meno improbabile, è un governo con la Lega. Secondo un sondaggio di Demopolis, quasi un elettore su due del M5S vorrebbe – stante i numeri attuali – un governo Di Maio-Salvini. Già solo questo fa capire come i pressoché continui appelli a un esecutivo M5S-Pd siano sempre stati una perdita di tempo: finché c’è Renzi, non può esserci niente se non Renzi (cioè niente, appunto). Il Pd impiegherà anni per derenzizzarsi e probabilmente neanche ci riuscirà, a meno che nel frattempo Renzi non fondi il suo tardivo partituccio personale alla Macron.

Inseguire i Marcucci e Migliore, oggi, è la più deviata delle perversioni: finiamola, su. Resta quindi Salvini. Un politico, peraltro, che a molti elettori 5 Stelle sta antipatico ma neanche troppo. Sì, ma di che governo si parla? Davvero qualcuno crede che M5S e Lega potrebbero durare in maniera durevole? Follia. Litigherebbero dopo pochi mesi, a meno che Di Maio e Salvini – che appaiono tranquillissimi e quindi sanno molte più cose di noi – non sappiano già di dar vita a un governo breve e “di scopo”: legge elettorale, due o tre cose essenziali e poi voto, per una sorta di ballottaggio Lega-M5S. L’ipotesi meno sciagurata, almeno per me, e lo scrivo dal 5 marzo. Se invece Di Maio e Salvini pensano sul serio di poter governare cinque anni insieme, allora curateli.

Il secondo scenario, per i 5 Stelle, è quello più “puro” ma anche più frustrante: non cedere di un millimetro, a costo di non andare al governo e ritrovarsi – di nuovo – all’opposizione di una schifezza renzusconiana in salsa salviniana. Scenario mefitico, ma non così improbabile. I 5 Stelle farebbero opposizione con numeri mostruosi, crescerebbero nei consensi e giocherebbero la carta dei “martiri dell’inciucio”, ma vivrebbero col terrore di aver perso il treno (il governo) della vita. E Di Maio, che tra un anno potrebbe ricandidarsi – il vincolo del doppio mandato non varrebbe – ma tra cinque no, uscirebbe di scena senza aver mai governato. Ahi. Molto dipenderà anche da Salvini: avrà il coraggio di rompere con Berlusconi? Saprà resistere a Renzi&Boschi? Difficile a dirsi. Quelli che hanno più da perdere restano però i 5 Stelle: governare a tutti i costi o stare (per sempre?) all’opposizione? Questo è il problema.”

Scanzi è come sempre lapidario, le sue considerazioni potrebbero non essere del tutto sbagliate in un momento così caotico per il paese, ma se il M5S vuole veramente fare il bene del paese e non solo stare in politica, prima i poi il potere lo deve prendere.

7 commenti:

  1. Io penso che se Di Maio e Salvini, riescono ad accordarsi, magari anche con la meloni, possono Governare benissimoalmeno per 5 anni, le sinistre quasi in'esistenti non potrebbero battere ciglio, Forza Italia neanche hanno le capacità di una opposizione tanto capace di bloccare il Paese, mentre gli 11 milioni di elettori del M5S e quelli della lega potrebbero essere contentissimi perchè in questo modo i due partiti si compensavano al sud e al nord riunendo l'Italia per il programma abbastanza soddisfacente per i moltie tutto, sotto un governo ideale per il nord e il centro sud!!

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  2. Se si torna a nuova legge elettorale, FI resta fuori dai giochi xche non consentiremo si candidino le coalizioni ma i partiti,menchemeno INCANDIDABILI e condannati, il PD con Renzi che ha già distrutto sia il suo stesso partito che l'Italia nessuno credo lo voterebbe, chi ha da xdere non credo proprio sia il M5S, visto che ha dovuto subire contro tutta la krikka anche il TRUFFALDELLUM che ci ha portato in questo stallo x non dire x quante cause si è speso sempre avendo il voto contrario di tutti. Ne gioverebbero solo il M5S e la lega sempre che quest'ultima si dissoci dal CDX e va da sola.

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  3. io sarei più per la seconda ipotesi, così non perderemmo la nostra identità e all'opposizione con molti seggi si potrebbe anche fare la differenza.

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  4. silvana / STASIL7 aprile 2018 04:20

    Per ritrovare la nostra identità comincerei dal dichiarare che per DOVERE DI ONESTA' il M5S non si presenterà alle prossime consultazioni se Mattarella avrà intenzione di ricevere ancora Berlusconi .

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  5. andare al governo con un accordo chiaro basato su cose da fare per il bene degli italiani, al contrario darà molta forza al M5S e sarà la spallata finale a questo sistema marcio nel DNA

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  6. Mai con b. E cominciamo a prendercela col rosatellum. Loro l'hanno fatto e loro risolvano il rebus. Il M5S ha tutto da guadagnare.

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