martedì 20 marzo 2018

Regaliamo mare e risorse alla Francia


Il prossimo 25 marzo dovrebbe entrare in vigore, nel più totale silenzio della stampa (tranne La Verità e Il Fatto Q.) e delle televisioni, il vergognoso Trattato di Caen con il quale parecchie decine di miglia marittime passeranno alle acque territoriali francesi. Il trattato fu sottoscritto il 21 marzo 2015 da Paolo Gentiloni, che allora era Ministro degli Esteri, e il suo omologo francese.
Secondo questo trattato, infatti, alcune parti di mare verranno sottratte alla Sardegna e alla Liguria, per passare sotto la competenza della Francia, la quale gioverà di acque costiere in Corsica da 12 a 40 miglia, mentre la Zes (Zona Economica Speciale) in prossimità delle acque territoriali sarde, la più pescosa, estenderà la competenza francese per le 200 miglia marittime in questione.

Il trattato è passato in sordina, i risvolti di questo accordo sono probabilmente economicamente dannosi per il nostro Paese. Si perde, infatti, un tratto di mare molto pescoso, che danneggerà la nostra industria ittica, soprattutto nelle zone italiane interessate, senza considerare il grave fatto che l’Italia rinuncia anche allo sfruttamento di un giacimento di idrocarburi individuato al largo della Sardegna che dunque passerà alla Francia.


Una mossa non molto furba per L’Italia, che importa risorse minerarie, rinunciare ad un giacimento di questa natura. Si parla infatti di 1.400 miliardi di metri cubi di gas e di 420 milioni di barili di petrolio, dimensioni non trascurabili pur se non vitali.
 
L’articolo 4 del Trattato di Caen purtroppo agevola lo Stato francese nell’accesso al giacimento qualora le trivellazioni fossero effettuate in acque francesi.

Inoltre, tanto perché siamo sempre molto attenti a fare ciò che facciamo nel modo peggiore, non sembrano previste nemmeno royalties da corrispondere al governo italiano, visto che lo sfruttamento del giacimento è completamente in acque italiane ma, con le modifiche dei confini marittimi previste dal trattato, si lascerebbe alla Francia l’assoluta libertà di azione senza obblighi ma lasciando all’Italia soltanto eventuali danni ambientali.

Si attende il 25 marzo, data stabilita per la procedura unilaterale attuata dalla Francia presso Bruxelles per la mancata ratifica dell’Italia, nella più totale indifferenza del governo italiano.

 
In quella data infatti, nel caso di silenzio-assenso da parte italiana, il trattato entrerà in vigore e verranno conferiti tali tratti di mare alla Francia.


A contestarlo pesantemente ci ha pensato il deputato di Unidos, Mauro Pili, l’unica persona che potrebbe fermare questa procedura è il Presedente del Consiglio ma ora è la stessa persona che lo firmò a suo tempo, Paolo Gentiloni. Difficile quindi che si muoverà in senso contrario.

AGGIORNAMENTO DEL 21/03/18:
Visto le denunce e le proteste ora si cerca di prendere mano la faccenda per evitare l'ennesima figura di m... italiana (e francese)
https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/caen-laccordo-ripudiato-la-disputa-italia-francia/
 



1 commento:

  1. Scusate se canto fuori dal coro. Credo che l'accordo di Caen serva a sanare una situazione che è andata a definirsi nel corso degli ultimi decenni. Una conoscenza, anche superficiale, delle definizioni di acque territoriali e di Zona Economica Esclusiva basterebbe a far capire che, probabilmente, siamo stati noi, per decenni ad usare un mare non nostro (provate a mettervi al posto dei Francesi mentre noi gli pescavamo in casa). L'accordo mette fine ad una querelle durata negli anni fra i Ministeri. Non è molto chiaro il triangolino al largo della Liguria, sicuramente avrà il suo perché anche quello, ma per il resto credo ci sia poco da ribattere.

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